Le previsioni sul riscaldamento globale sono state finora troppo ottimistiche. Lo ha dichiarato Chris Field, dell'Intergovernmental Panel on Climate Change, premio Nobel 2007 insieme con Al Gore. Il riscaldamento stesso infatti può innescare un circolo vizioso favorendo a sua volta la liberazione di anidride carbonica nell'atmosfera. Prima di tutto a partire dai grandi incendi che si potrebbero verificare per autocombustione nelle foreste tropicali, sommandosi ai danni della deforestazione. Il cambiamento nei venti sull'oceano che circonda l'Antartide potrebbero inoltre far risalire in superficie l'acqua più ricca di CO2 che si trova sul fondo, rilasciandola a contatto con l'atmosfera. Ma l'effetto più clamoroso potrebbe venire dallo scioglimento del permafrost della tundra artica, con la decomposizione del materiale organico intrappolato lì sotto da decine di migliaia di anni. Un serbatoio che si calcola conterrebbe fino a 1.000 miliardi di tonnellate di carbonio.
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Le dighe non sono più quelle di una volta: la super-diga cinese

La costruzione della super-diga cinese sul fiume Yarlung Tsangpo in Tibet è un modo per riflettere sull’inevitabilità delle grandi opere, anche quando dovrebbero servire ad alleggerire i danni all’ambiente. Ovviamente non c’è nulla di inevitabile. Non sta scritto da nessuna parte che per fare energia idroelettrica si debba per forza sterminare una riserva naturale, far sfollare milioni di persone e ridurre alla sete la popolazione a valle.
Immagine: Canyon del fiume Yatlung Tsangpo. Di mayanming, CC BY-SA 3.0