In tutto il mondo si cominciano a tirare le somme della prima ondata della pandemia, per fortuna molto meno letale di quanto si temeva, e così si può affermare, senza timore di scatenare attacchi di panico collettivo, quel che già si sapeva ma non si poteva dire: effettivamente, prove che l’oseltamivir serva a tutti per ora non ce ne sono. La revisione di 20 trial, effettuata dal gruppo di Tom Jefferson, della Cochrane Collaboration italiana, e coordinata da Chris Del Mar, della Bond University, in Australia, pubblicata sul British Medical Journal e amplificata da un servizio televisivo sul britannico Channel 4, lo conferma: non è dimostrato che il farmaco, in Italia raccomandato solo ai soggetti a rischio, ma oltremanica somministrato gratuitamente a tutti, ai primi segni della malattia, riduca l’incidenza di complicazioni negli adulti precedentemente sani. «I governi di tutto il mondo hanno speso miliardi di dollari per un farmaco che la comunità scientifica si trova incapace di giudicare» ha scritto Fiona Godlee, direttore della rivista. All’incertezza delle conclusioni contribuisce anche il fatto che gli autori non hanno potuto accedere ai dati originali di otto studi condotti dall’azienda produttrice e mai pubblicati nella loro interezza.
Oseltamivir: un'arma spuntata
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Eclissi: perché solo la Terra può vedere il Sole sparire

Il 12 agosto un’eclissi parziale di Sole offrirà uno spettacolo eccezionale, soprattutto nel Nord Italia, dove il disco solare sarà oscurato per oltre il 90%. Dietro questo evento si nasconde una straordinaria coincidenza cosmica: Sole e Luna appaiono grandi allo stesso modo nel nostro cielo, una condizione unica nel Sistema solare. Patrizia Caraveo spiega come nascono le eclissi, perché sono così rare da un luogo preciso della Terra e perché continuano ad affascinare gli astronomi - oltre a milioni di appassionati.
In attesa dell’eclissi del 12 agosto che, poco prima del tramonto, oscurerà parzialmente il Sole con una preferenza per le regioni del nord Italia (che potranno godere di oltre il 90% di copertura del disco solare), forse è il caso di spolverare i ricordi di astronomia per apprezzare come l’eclisse ci renda unici nel sistema solare.