fbpx Un nuovo vaccino? | Page 3 | Scienza in rete

Un nuovo vaccino?

Primary tabs

Read time: 1 min

Forse più vicina la produzione del primo vaccino contro l'AIDS. Il lavoro pubblicato a settembre su Nature mette in luce come il nuovo vaccino sia in grado di stimolare il sistema immunitario rendendo l'organismo resistente al virus. I risultati sono stati presentati alla conferenza "AIDS Vaccine 2012" che si e' tenuta a Boston la scorsa settiman (e possibile consultare gli aggiornamenti su questo settore di ricerca su Scienzainrete).

Già tre anni fa attraverso la sperimentazione clinica RV144 si era dimostrato che il vaccino poteva ridurre l'infezione all'HIV solo pero' nel 31%. Oggi il team condotto da Morgane Rolland e Jerome Kim riesce a spiegarne le cause. Gli individui che rispondono positivamente al vaccino circoscrivendolo, producono anticorpi principalmente contro la proteina V1/V2 loop, specifica dell'involucro del virus. A conferma dell'importanza della proteina V1/V2 loop gli scienziati hanno dimostrato che le persone vaccinate possono essere ancora infettate dal virus solo pero' se mutato nella porzione V2.

Nel lavoro sono state analizzate 936 sequenze HIV raccolte da 44 persone coinvolte nella prova sperimentale, vaccinate e con sviluppo dell'infezione, e 66 persone a cui era stato fornito un placebo. Rolland, Kim e collaboratori sono riusciti cosi' ad isolare due mutazioni associate al successo della vaccinazione, entrambe localizzate nella regione V2 nell'anello V1/V2.

Prossima tappa, il vaccino in grado di aumentare la risposta contro V2. (AG)

 

 

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
AIDS

prossimo articolo

Le matrici del potere: dati sui minerali per la transizione

matrici per la transizione

L’età delle matrici di Gianluca Schinaia racconta come la transizione ecologica e digitale dipenda da terre rare e materie prime strategiche, oggi al centro di tensioni geopolitiche globali. Il libro fa riflettere sul fatto che ogni tecnologia energetica ha un impatto ambientale, anche se questo varia molto tra fossili e rinnovabili, soprattutto se la transizione viene governata al meglio sottraendola al monopolio del modello economico neoliberista.

Foto di Paul-Alain Hunt su Unsplash

Serve fare due considerazioni per leggere il libro appena uscito di Gianluca Schinaia L’età delle matrici edito da Codice (384 pagine, 24 euro). La prima è che conoscere gli impatti dell’attività estrattiva non serve per delegittimare la transizione ecologica, anche se questa è una scusa spesso usata dai detrattori (ma poi detrattori di cosa?). Tra l’altro l’attività estrattiva è anche quella che si fa per risucchiare da sottoterra i combustibili fossili.