fbpx Nuovo studio sul cervello | Scienza in rete

Nuovo studio sul cervello

Primary tabs

Read time: 1 min

Nel corso dei prossimi dieci anni, l'Allen Institute for Brain Science di Seattle cercherà di portare a termine un importante progetto che prevede la mappatura e la comprensione dell’area visiva del cervello di topo. La ricerca, che avrà come scopo quello di registrare e identificare tutto ciò che accade nella corteccia celebrale, viene descritta nel numero di Nature di questa settimana. Anche se il progetto si concentrerà sui topi, e su come questi roditori vedono e rispondono agli stimoli visivi, gli scienziati cercheranno di comprendere aspetti fondamentali della funzione cerebrale superiore: dalla percezione alla consapevolezza cosciente, fino ai processi decisionali e di azione. Una volta riusciti a comprendere tali meccanismi di base nel modello murino, si potrà iniziare a studiare e capire forme più complesse di percezione negli animali superiori, compreso l'uomo."In breve tempo, crediamo che questo progetto possa rivoluzionare la nostra comprensione del cervello dei mammiferi", dicono gli autori Christof Koch e R. Clay Reid.

Il progetto prevede un finanziato di 300 milioni di dollari per i primi quattro anni donati dal fondatore dell’Allen Institute , il filantropo Paul G. Allen. Questo cospicuo finanziamento solleverà molte critiche nel mondo scientifico, perché con tali cifre si potrebbero finanziare centinaia di progetti. 

Autori: 
Sezioni: 
Medicina

prossimo articolo

Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.