fbpx Nuovo metodo per misurare CO2 | Scienza in rete

Nuovo metodo per misurare CO2

Primary tabs

Read time: 1 min

Ricercatori dell’Università dello Utah e Harvard hanno messo a punto una nuova metodologia per misurare le emissioni del diossido di carbonio (CO2), sull’analisi di dei dati provenienti da stazioni di monitoraggio della Salt Lake Valley.

Questa tecnica può rilevare i cambiamenti nell’emissione del principale gas responsabile dell’effetto serra, per un valore pari o superiore al 15%, sfruttando sistemi satellitari. L’idea alla base dello studio è quella di combinare i dati di concentrazione del biossido di carbonio negli strati atmosferici vicini alla superficie e le caratteristiche climatiche – come la velocità dei venti – e formulare un modello matematico di previsione con queste informazioni.

Questa tecnica è un primo passo importante per una nuova frontiera di ricerca, sebbene l’accuratezza raggiunta abbia una precisione più bassa del 5% rispetto agli standard raccomanati dalla National Academy of Sciences Panel del 2010.

Fanno parte del team di ricerca Jim  Ehleringer, professore di biologia all’Università dello Utah, Kathryn McKain e Steven Wofsy della Harvard University, Thomas Nehrkorn and Janusz Eluszkiewicz dell’Atmospheric and Environmental Research Center.

Lo studio è stato pubblicato questo mese sulla versione online del Proceedings of the National Academy of Sciences.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Indice: 
Gas serra

prossimo articolo

Genomi su misura con l'IA: la nuova frontiera della biologia sintetica

L’intelligenza artificiale ha imparato a scrivere non solo testi ma... anche genomi. Per la prima volta, modelli addestrati sul linguaggio del DNA hanno infatti progettato da zero batteriofagi funzionanti, capaci di infettare batteri e superarne le resistenze. Un risultato che apre prospettive inedite per la terapia fagica e la biologia sintetica, trasformando l’IA in uno strumento per esplorare lo spazio del biologicamente possibile. Ma la capacità di generare virus pone anche interrogativi urgenti: quanto sono davvero originali queste forme di vita artificiali? E come governare una tecnologia che potrebbe diventare tanto potente quanto pericolosa?

C'è una frontiera della biologia che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile, eppure oggi, grazie all'intelligenza artificiale, è stata superata: progettare un genoma intero da zero con la stessa facilità con cui si scrive un testo è diventato realtà. Il 6 agosto 2026, un team di ricercatori guidato da Brian L.