fbpx Nuove mutazioni per Zebrafish | Scienza in rete

Nuove mutazioni per Zebrafish

Primary tabs

Read time: 2 mins

Oggi in Minnesota è possibile ordinare larve di zebrafish (Danio rerio) con mutazione personalizzata. Stephen Ekker e collaboratori, della clinica Mayo di Rochester, per la prima volta hanno infatti utilizzato enzimi artificiali per tagliare e ricucire il DNA del pesce, ottenendo nuove mutazioni che hanno consentito di studiare a fondo la funzione genica. 

Zebrafish è considerato un organismo modello per lo studio della biologia nei vertebrati e per le malattie umane. Le uova trasparenti fertilizzate esternamente, il breve ciclo vitale e la rapida crescita permettono di studiare lo sviluppo embrionale quando l'animale genitore è ancora in vita. I ricercatori americani avevano precedentemente modificato specifiche sequenze nucleotidiche di genomi di animali in vita utilizzando gli enzimi ZFNs (zinc finger nucleases) o la molecola morfolino. Per la prima volta con zebrafish sono stati impiegati enzimi TALENs (transcription activator-like effector nucleases), enzimi artificiali caratterizzati da alta efficienza, capacità di riconoscere ogni sequenza, effetto permanente e a volte rapidissimo. L'esperimento è stato condotto utilizzando culture cellulari e successivamente larve vitali di zebrafish. Una delle prime sequenze di DNA introdotte aveva la capacità di accendere e spegnere i geni, permettendo agli scienziati di valutare l'effetto della mutazione non solo nelle prime fasi di sviluppo dell'animale, ma anche quando il pesce raggiunge la maturità. Un risultato difficile da ottenere, visto che i pesci a cui vengono mutati i geni dello sviluppo di solito muoiono precocemente.

Il lavoro, pubblicato a settembre su Nature, apre nuove strade anche per altri sistemi modello, tra cui ratti, topi, vermi ecc. Janson Rihel, biologo dell'Univerity College di Londra, sottolinea invece le grosse potenzialità della tecnica TALEN nello studio delle malattie umane. (A.G.)

Fonte: Nature: DOI:10.1038/nature.2012.11463

 
Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Genetica

prossimo articolo

Maternità trans: non più un desiderio proibito ma ancora un percorso a ostacoli

figura con bandiera trans

“Uomo-madre” è un’espressione che incrina l’idea binaria di maternità e paternità ancora dominante nella cultura e nelle norme italiane. Eppure oggi, anche grazie all’evoluzione giuridica e medica, non è più impensabile che uomini transgender possano concepire, portare avanti la gestazione, partorire. Anche se - tra fertilità, accesso alle cure, ostacoli burocratici e riconoscimento legale - la genitorialità trans resta un percorso complesso, nel quale si intrecciano questioni di diritto, medicina e società

«Uomo-madre», così si definisce Egon Botteghi, attivista, referente per la genitorialità delle persone transgender della Rete Genitori Rainbow, nel libro Storie di genitori trans*, (Villaggio Maori Edizioni, 2024), in cui racconta del suo percorso di vita, del figlio e della figlia nati prima della sua affermazione di genere, con cui ha mantenuto un rapporto materno.