I geni vengono scoperti, non inventati. Quindi nessuno può brevettarli o rivendicare diritti economici su di loro. La sentenza che potrebbe rivoluzionare il mondo della ricerca genetica è stata promulgata negli Stati Uniti dal giudice distrettuale Robert Sweet e riguarda i due più importanti marcatori genetici per il tumore di mammella e ovaio, BRCA1 e BRCA2. Il principio su cui si basa la controversa decisione, già riconosciuto dalla Corte Suprema, potrebbe però estendersi a tutto il DNA. Il giudice ha quindi dato ragione all’American Civil Liberties Union e alla Public Patent Foundation, che avevano chiamato in causa l’azienda proprietaria dell’esclusiva, cioè la Myriad genetics di Salt Lake City, la University of Utah Research Foundation e lo stesso U.S. Patent and Trademark Office che aveva concesso il brevetto, per aver creato un monopolio deleterio sia per i ricercatori sia per le donne. Un monopolio che in Europa è già stato in parte scalfito dalla limitazione del brevetto o dalla sua compartecipazione con enti di ricerca.
Non si brevettano i geni
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Alcol: l'epidemia che non fa rumore

Le prove sui danni dell'alcol, dal cancro agli incidenti stradali, sono ormai solidissime. Eppure la sua gestione resta arretrata: pochi usano gli strumenti di screening, ancora meno arrivano alle cure efficaci già disponibili. Una strage silenziosa che il mondo continua a permettersi.
Foto: Carl Van Vechten, Public domain, via Wikimedia Commons
Se Ennio Flaiano notava su Diario degli errori che «La battaglia contro l’alcolismo prende accenti birichini», William Faulkner aveva raccontato nel suo diario come andava la sua vita: «Due scotch al bar. Tre drink al mattino. Un daiquiri al Dirty Dick's, tre bicchieri di vino rosso a pranzo e tre di vino a cena».