fbpx I neutrini diventano arte al Cern | Page 7 | Scienza in rete

I neutrini diventano arte al Cern

Primary tabs

Read time: 2 mins

Arte non solo scienza al Cern di Ginevra. Il laboratorio europeo per la fisica, protagonista degli esperimenti sul più grande acceleratore di particelle, promuove il progetto "Great Arts for Great Science" nel cui ambito diversi artisti saranno invitati al laboratorio del Cern vicino a Ginevra, dove verranno affidati a scienziati-tutor. Il programma artist-in-residence, intitolato Collide@CERN, ha una durata di tre anni. La prima parte, Prix Ars Electronica Collide@CERN, dedicata alle arti digitali, è stata inaugurata ad agosto ad Ars Electronica, l'annuale festival austriaco di arte digitale di Linz. L'artista prescelto passerà i primi due mesi al Cern e l'ultimo ad Ars Electronica Futurelab, lo spazio-studio del festival. L'opera che ne deriverà sarà presentata sia al Cern sia al festival di Linz. La seconda fase del programma di residenza, dedicata alla performance e alla danza, è ancora aperta.

"Penso che il Cern oggi sia uno dei luoghi culturalmente piu' significativi al mondo", dichiara Ariane Koek, direttore del programma artistico del laboratorio svizzero. "Sta abbatendo tutti i confini tra quello che sappiamo del mondo e come lo percepiamo. Secondo me ha il potenziale per essere anche uno dei luoghi di maggiore ispirazione per gli artisti".

Il programma è sostenuto da donatori privati dal momento che il finanziamento al Cern da parte dei 20 stati membri dell'Unione Europea è destinato esclusivamente alla scienza e alla tecnologia. L'artista inglese Antony Gormley, uno dei mecenati del progetto, afferma che la sfida per l'artista è di creare un equivalente visivo del mondo non visivo studiato dai ricercatori del Cern. In altre parole rendere visibile l'invisibile.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Arte e scienza

prossimo articolo

LLM e ricerca scientifica: opportunità, rischi e controlli

disegno di ricercatore al computer

Come integrare i modelli linguistici di grandi dimensioni nel processo scientifico senza comprometterne l'integrità? Gli LLM sono utili quando velocizzano lavoro ripetitivo e preparatorio. Diventano rischiosi quando il loro output entra direttamente nel processo di validazione o nella decisione scientifica. La questione da porre non è se ma come integrarli nel processo scientifico senza comprometterne l'integrità.

Immagine di copertina realizzata con ChatGPT

Nel discorso pubblico, intelligenza artificiale e Large Language Model (LLM) vengono spesso usati come sinonimi. Non lo sono. L'IA è il campo più ampio che comprende tecniche diverse — dai sistemi simbolici all'apprendimento automatico, dalla visione artificiale alla robotica, fino ai modelli generativi. Gli LLM sono una classe specifica di questi sistemi: modelli addestrati su grandi quantità di testo e, sempre più spesso, di dati multimodali, capaci di produrre risposte linguisticamente plausibili, codice, sintesi, classificazioni e proposte operative.