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Il movimento Pugwash in merito al nucleare iraniano

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Il 24 novembre è stato fatto un passo avanti per cercare di risolvere la complicata questione del nucleare iraniano. Dopo 4 giorni di trattative serrate intercorse tra Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania e l'Iran, il governo di Teheran si è impegnato a interrompere l’arricchimento dell’uranio sopra il 5%, a non aggiungere altre centrifughe e a neutralizzare le sue riserve di uranio arricchito a quasi il 20%, mentre le maggiori potenze non imporranno per i prossimi sei mesi sanzioni all’Iran. Si tratta però di un accordo limitato nel tempo che permetterebbe la prosecuzione dei colloqui per una soluzione definitiva del conflitto che si era creato tra il regime di Teheran e le potenze occidentali.

Sull’accordo "ad interim" sul nucleare iraniano, tra le tante di prese di posizione e dichiarazioni, quella degli officers del Pugwash Conferences on Science and World Affairs è di particolare importanza e chiarezza.
Nel documento si riconosce il valore storico di un accordo per troppo tempo ritardato, ma si mette anche bene in risalto che adesso il lavoro negoziale deve continuare per arrivare rapidamente ad un accordo finale.
Come sempre, il Pugwash continuerà a operare per favorire il dialogo e il confronto pacifico, unica strada per risolvere i problemi di sicurezza regionale e globale.

 Dichiarazione del Pugwash Conferences on Science and World Affairs

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Nucleare

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Interno di un'aula scolastica con banco e lavagna

Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.