fbpx Meno scienza a scuola | Scienza in rete

Meno scienza a scuola

Primary tabs

Read time: 2 mins

I nuovi regolamenti della scuola superiore, approvati in prima lettura dal governo, tagliano le ore di scienza nel biennio. Lo sottolinea il Coordinamento docenti di discipline scientifiche e tecnologiche. I tagli vanno contro quanto stabilito dall'OCSE, secondo il quale "la riduzione delle ore di insegnamento deve evitare le ore relative alle discipline delle aree matematico-scientifico-tecnologiche". Le decisioni italiane sembrano quindi scontrarsi con la valorizzazione della cultura scientifica. Nel dettaglio, secondo la ricostruzione del regolamento fatto da Rosario Saccà, del Coordinamento docenti di discipline scientifiche e tecnologiche: "In tutti gli Istituti tecnici e professionali, si ha un taglio di oltre il 20% delle ore delle discipline scientifiche e tecnologiche di indirizzo, con l’incomprensibile aumento delle ore di Italiano del 15%". Nei licei, oltre a un biennio iniziale nel quale le discipline scientifiche sono deboli o assenti, si insiste con l'accorpare discipline diverse (es. chimica con scienze della terra e biologia, sotto il cappelllo di scienze naturali). Commenta il Coordinamento degli insegnanti di scienze: "Questo accorpamento andrebbe invece scisso nei diversi e distinti insegnamenti 'Chimica', da affidare ai laureati in Chimica e 'Scienze della terra e biologia' da affidare ai laureati in scienze naturali o biologiche. E lo stesso dicasi della matematica e della fisica, assegnate, anche qui per una incomprensibile tradizione, a un unico docente".
La critica riguarda anche le nuove classi di concorso, "che prevedono accorpamenti disciplinari che vanno smaccatamente contro la qualità dell'insegnamento e che non tengono conto della valorizzazione delle risorse umane: si dimentica infatti che gli attuali docenti italiani di discipline scientifiche e tecnologiche hanno una formazione universitaria monodisciplinare".

Fonte: sito dei docenti di discipline scientifche e tecnologiche

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Educazione

prossimo articolo

La salute pubblica comincia dalle piante: la lezione della Xylella

Olivi attaccati dalla Xylella

La vicenda della Xylella in Puglia è stata raccontata soprattutto come un disastro agricolo. Lo è stata: ha colpito milioni di ulivi, compromesso aziende, frantoi, paesaggi ed economie locali. Ma limitarsi a questa lettura rischia di farci perdere la lezione più importante. La Xylella è stata anche una crisi ambientale, sociale e sanitaria. Una crisi One Health, nel senso più concreto del termine. 

Foto di Daniele Urso

Quando nel 2013, nelle campagne del Salento, gli ulivi cominciarono a seccare in modo anomalo, il fenomeno apparve subito inquietante. Le foglie ingiallivano, i rami si disseccavano, intere chiome sembravano prosciugarsi. In un territorio in cui l’ulivo non è soltanto una coltura, ma identità, paesaggio e memoria familiare, la malattia delle piante fu percepita fin dall’inizio come una ferita collettiva.