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Medaglia Pascal a Vincenzo Balzani

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Vincenzo Balzani riceverà la medaglia Blaise Pascal per la chimica in occasione dell'Assemblea generale dell'Accademia europea delle scienze che si terrà il prossimo 6 novembre a Palazzo Poggi, a Bologna. L'ambito riconoscimento, che il membro del Gruppo 2003 riceverà insieme con altre punte di eccellenza della ricerca europea in altri settori, verrà assegnato per il lavoro del chimico bolognese nel campo delle nanotecnologie. In particolare è stata sottolineato l'aspetto innovativo della sua ricerca, cioè l'idea che si possano produrre sistemi a livello sovramolecolare capaci di svolgere determinate funzioni in relazione a stimoli esterni, soprattutto luminosi.

Comunicato stampa Università di Bologna

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I matematici artificiali sono arrivati, li aspettavamo da un secolo

Nel giro di quattro giorni sono arrivate due notizie clamorose dal mondo dell’intelligenza artificiale applicata alla matematica: la formalizzazione completa della dimostrazione dell’“ultimo teorema di Fermat” e la soluzione (attualmente ancora da verificare) di un “problema del millennio” relativo alle equazioni di Navier–Stokes. Molte le reazioni, dall’entusiasmo dei tecno-ottimisti, alla paura dei tecno-pessimisti, fino alla preoccupazione di chi sostiene che l'interesse delle compagnie di IA alla soluzione dei grandi problemi aperti eroda gli aspetti culturalmente più rilevanti della ricerca matematica. Sono tutte reazioni comprensibili, e a parere dell'autore alcune sono anche molto ben motivate. Eppure, che le macchine contribuiscano in modo decisivo a dimostrare teoremi non dovrebbe sorprendere più di tanto. Per oltre un secolo, una piccola ma molto motivata comunità di matematici, e poi di logici e infine di informatici teorici, ha coltivato proprio questo sogno, oggi diventato realtà grazie al progresso tecnologico e a investimenti senza precedenti. (Illustrazione realizzata con strumenti di intelligenza artificiale generativa).

Nei primi giorni di settembre 2026, due annunci hanno dato l’impressione che il futuro della matematica fosse arrivato tutto d’un colpo[1].