fbpx L'interno di Titano | Page 22 | Scienza in rete

L'interno di Titano

Primary tabs

Read time: 1 min

Che Titano, il grande satellite di Saturno, fosse composto per metà di ghiacci e per metà di roccia i planetologi già lo sapevano, non era però nota la distribuzione di queste due componenti. A fornire i dati necessari ha provveduto una serie di quattro flyby effettuati dalla sonda Cassini tra il febbraio 2006 e il luglio 2008.

Lo studio delle minuscole variazioni della velocità della sonda, frutto dell’azione gravitazionale di Titano, hanno permesso a Luciano Iess (Università La Sapienza – Roma) e ai suoi collaboratori di ricostruire la struttura del satellite. Nello studio, pubblicato qualche giorno fa su Science, i ricercatori suggeriscono che l’interno di Titano sarebbe un mix indifferenziato di ghiacci e rocce mentre il guscio più esterno (circa 500 km) sarebbe completamente privo di rocce. Una struttura che fornirebbe precise indicazioni sulla storia evolutiva del satellite, suggerendo per Titano un’evoluzione simile a quella di Callisto, una delle maggiori lune di Giove.

Dai dati non è possibile stabilire se sotto la superficie ghiacciata di Titano possa esistere o meno uno strato liquido, ma l’idea non è da scartare a priori. I planetologi sono convinti che i prossimi flyby della Cassini ci potranno fornire indicazioni più precise.

Science -  NASA JPL

Autori: 
Sezioni: 
Planetologia

prossimo articolo

E se l’AI uccidesse la nostra immaginazione?

macchina da scrivere

Una recensione del libro Tutta un’altra storia di Fabrizio Allione e Riccardo Milanesi (Codice edizioni, 2026): che ne sarà della nostra creatività se può fare tutto Claude? Un articolo di giornale che scrivo con ChatGPT è mio? Dove va a finire il gusto di inventarsi nuove storie se nessuno crederà che è tutta farina del mio sacco?

Foto di rawpixel da Pixabay

Tutta un’altra storia di Fabrizio Allione e Riccardo Milanesi (Codice edizioni, 2026, 320 pagine, 20€) è innanzitutto un libro di filosofia, che mi ha lasciato più inquieto di prima. Non so quale fosse l’intenzione degli autori, ma è piuttosto ovvio che uno degli scopi fosse porre le domande, senza necessariamente rispondere o tranquillizzare. Sottotitolo: Scrivere e raccontare nell’era dell’intelligenza artificiale.