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L'IIT tra i protagonisti dell’European Robotics Forum

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La robotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) sarà protagonista all’evento europeo European Robotics Forum (ERF), che – giunto alla 5^ edizione – quest’anno ha scelto l’Italia come Paese ospitante e si terrà al MART di Rovereto, Trento, dal 12 al 14 marzo (www.erf2014.eu). In questa occasione, il pubblico potrà conoscere da vicino i robot umanoidi iCub e CoMan, vedere il quadrupede HyQ in movimento per la prima volta in uno spazio museale, scoprire i sensori per lo sviluppo di vista e tatto artificiali, le radici robotiche Plantoid che prendono ispirazione dall’intelligenza delle piante, dispositivi per la riabilitazione motoria e soluzioni ingegneristiche per rendere i robot industriali più intelligenti e sicuri nell’interazione con l’uomo.

All’ERF, i principali progetti robotici sviluppati dall’Istituto Italiano di Tecnologia saranno chiamati a raccolta nella splendida cornice dell’ingresso del Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, dove i ricercatori dell’IIT ne illustreranno le caratteristiche anche tramite dimostrazioni pratiche dal vivo. In particolare, per la prima volta due robot saranno esposti al pubblico “in azione”: il robot quadrupede HyQ e il robot umanoide CoMan, che mostreranno le loro capacità di movimento e locomozione. Affianco a loro l’umanoide iCub, il quale eseguirà esercizi di bilanciamento sulle sue nuove gambe.

Ufficio Stampa IIT

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Caldo estremo: che cosa si intende con "adattamento"?

vista di area urbana

Temperature record, ondate di calore sempre più letali, e continuiamo a ripeterci che «ci adatteremo». Ma quando si parla di adattamento bisogna fare una distinzione fondamentale, perché climatizzatori, città più verdi, sistemi di allerta e cambiamenti nelle abitudini non sono adattamento biologico. Sono strategie indispensabili di protezione da un ambiente che cambia a una velocità senza precedenti ma, mentre il clima si riscalda nell’arco di pochi decenni, l’evoluzione umana procede in migliaia di anni. Confondere questi due tempi rischia di trasformare una necessità politica e sociale urgente in una pericolosa rassicurazione.

Le temperature record si susseguono, le notti tropicali diventano la norma, le città si trasformano in trappole di calore e gli ospedali registrano un aumento di accessi, ricoveri e decessi legati alle ondate di calore. Eppure, di fronte a questo scenario, una parola continua a essere ripetuta con sorprendente leggerezza: adattamento.

Viene spesso scritto o detto «tranquilli, ci adatteremo»: le città si adatteranno, l'agricoltura si adatterà, le persone si adatteranno.