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Le emissioni da sabbie bituminose

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Attenzione a stabilire gli stessi standard per le emissioni di petrolio convenzionale e  non convenzionale. Un nuovo modello elaborato da un gruppo di ricercatori delle università di Calgary e di Toronto fornisce un'analisi well-to-wheel delle emissioni da sabbie bituminose in Canada. I risultati mostrano che i livelli di emissioni variano ampiamente da impianto a impianto, in base alla superficie, alle condizioni di estrazione, alle tecnologie usate. Salvo alcune eccezioni, viene confermata l'idea che la produzione di combustibili destinati al trasporto da sabbie bituminose sia più intensiva in termini di emissioni di gas serra (quantità di anidride carbonica emessa per barile di combustibile prodotto) rispetto alla produzione da petrolio convenzionale.

Nella ricerca, pubblicata su Environmental Science & Technology, sono stati usati per la prima volta dati riservati relativi agli impianti di estrazione delle sabbie bitumose dell'Alberta. L'analisi well -to-wheel (“dal pozzo alla ruota”) del ciclo di emissioni di gas serra è stato messo a confronto con le emissioni da petrolio convenzionale. I ricercatori hanno elaborato un nuovo modello chiamato GHOST (GreenHouse gas emissions of current Oil Sands Technologies) che comprende le emissioni di gas serra upstream relative a esplorazione, estrazione e arricchimento del bitume. I dati sono stati combinati con le informazioni disponibili sulle emissioni downstream create da raffinazione, trasporto del combustibile, rifornimento e uso dei veicoli. Il tutto per arrivare ad un'analisi completa del ciclo di emissioni.

I giacimenti di Alberta rappresentano la più grande riserva globale di petrolio non convenzionale e sono sfruttati intensivamente a partire dal 2002. L'importanza di questa risorsa su cui anche altri Paesi puntano per assicurarsi una maggiore indipendenza energetica (giacimenti sono stati individuati anche in Venezuela, Stati Uniti, Russia, Europa) si scontra con preoccupazioni documentate sui danni all'ambiente e alla salute nelle zone di estrazione e raffinazione.

L'ampio divario nei livelli di emissioni da combustibili convenzionali e non convenzionali suggerisce che avere lo stesso standard per l'intero insieme di risorse energetiche potrebbe portare a “conseguenze indesiderate”, scrivono gli scienziati.

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