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La rete tallona il virus

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La nuova influenza ha messo in luce insospettate potenzialità di internet. In un modello creato per prevedere la diffusione della malattia, gli studiosi della Northwestern University, oltre a tener conto dei flussi del traffico aereo e dei movimenti dei pendolari, hanno pensato che il virus potesse viaggiare per gli Stati Uniti così come fa una banconota da un dollaro e si sono quindi appoggiati ai dati del sito Where's George? , dove per "George" si intende l'effigie di George Washington sulle banconote da un dollaro. Nato per gioco dieci anni fa, il sito nel 2006 aveva già raccolto la storia di 100 milioni di biglietti verdi, specchio fedele della mobilità all'interno degli States. E un altro sito internet, www.HealthMap.org, aveva avuto sentore già dal 1 aprile, settimane prima delle fonti ufficiali, dell'insorgenza dell'epidemia. Il sistema infatti passa al setaccio il web, analizzando in tempo reale anche le informazioni provenienti da fonti informali (news locali, siti individuali, blog, chat rooms) per scovare, seguire e mappare l'insorgenza di malattie infettive, per poi mostrarle su una cartina sempre aggiornata.

New York Times 4 maggio 2009

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Influenza

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La medicina di precisione non può fare a meno degli small data

I big data promettono di rivoluzionare la medicina, ma rischiano di nascondere più di quanto rivelino quando si tratta di curare il singolo paziente. Lorenzo Farina argomenta che gli small data - i dati «piccoli» abbastanza da essere compresi direttamente dal clinico - non sono un residuo del passato ma un elemento irrinunciabile della medicina di precisione. La vera sfida non è scegliere tra i due paradigmi, ma abbandonare l'approccio data-driven e tornare a ragionare per domande: prima la questione clinica, poi i dati necessari a rispondervi.

Gli small data sono definiti come quei dati di dimensione abbastanza «piccola» da poter essere immediatamente compresi da un essere umano, non tanto nella loro interpretazione che ovviamente ha sempre e necessariamente bisogno della analisi, ma nel loro significato biologico generale. Tipicamente, sono il risultato di esperimenti di laboratorio che non utilizzano macchine per l'analisi dei dati omici, bensì altre biotecnologie in grado di misurare relativamente «pochi» dati per provare a rispondere alla domanda che interessa.