fbpx Irrigazione e clima | Scienza in rete

Irrigazione e clima

Primary tabs

Read time: 1 min

L'analisi di due climatologi indica che l'utilizzo intensivo delle tecniche di irrigazione riesce in alcune regioni a contrastare temporaneamente gli effetti del riscaldamento globale.

Nella loro ricerca, appena pubblicata su Journal of Geophysical Research, Michael Puma (Columbia University) e Benjamin Cook (NASA Goddard Institute) hanno indagato sull'impatto esercitato sul clima dai cambiamenti introdotti nel corso dell'ultimo secolo nelle tecniche di irrigazione e dalla loro maggiore diffusione. E' noto infatti che una maggiore quantità d'acqua rilasciata in atmosfera, sia per evaporazione che per la traspirazione delle colture, può esercitare un efficace effetto di refrigerazione dell'ambiente contrastando gli effetti del riscaldamento globale.

Dall'analisi emerge che, mentre tale influenza è piccola a livello globale (circa un decimo di grado), l'impatto si dimostra ben più significativo a livello regionale, raggiungendo un livello equivalente a quello esercitato - ovviamente in senso contrario - dai gas serra. L'influenza maggiore si registra nel bacino del fiume Indo, dove l'irrigazione è in grado di ridurre il riscaldamento anche di 3 °C.

Lo studio, inoltre, suggerisce che l'irrigazione influenza il clima anche in altri modi, per esempio portando a un aumento nel livello delle precipitazioni annue nelle regioni che si trovano sottovento rispetto a quelle più intensamente irrigate. Vi è infine il sospetto - ma sono necessari studi più dettagliati per una conferma - che possa essere alterata anche la distribuzione delle piogge monsoniche.

Columbia University

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Indice: 
Climatologia

prossimo articolo

In morte di Maurizio Bonati

foto di maurizio bonati

Ci ha lasciati in modo improvviso Maurizio Bonati che - tra le altre cose - è stato collaboratore assiduo e prezioso di Scienza in rete. Lo ricordiamo con alcuni dei suoi più recenti articoli, solo alcuni esempi fra i molti dell'ampiezza dei suoi interessi e della sua cultura, che tenevano sempre al centro le persone più fragili e il rifiuto per ogni forma di conflitto armato

In questa estate torrida che sembra decisa a non mollare mai, lavorando nel suo giardino, ci ha lasciato all’improvviso Maurizio Bonati. Per pagare il debito al ruolo istituzionale dirò che è stato responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica e del Laboratorio per la Salute Materno Infantile dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ma chiunque si interessi ai temi della salute pubblica prima o poi lo ha incontrato, ne ha letto o ci ha discusso perché Maurizio Bonati è sempre stato un acuto critico delle posizioni e degli approcci banali e accomodanti.