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Il topo dorme e non lo sa

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Se il sonno è tanto, anche se un individuo è sveglio, qualche neurone, qua e là, schiaccia un pisolino. Lo studio pubblicato su Nature da Giulio Tononi, dell’Università del Wisconsin, scardina almeno in parte l’idea che il sonno sia un fenomeno “tutto o nulla”, ben distinto dallo stato di veglia e in cui la corteccia è coinvolta in maniera globale. Negli animali da laboratorio tenuti a lungo artificialmente svegli, i ricercatori hanno dimostrato la presenza di aree localizzate nelle quali i neuroni cadono in una condizione equivalente a quella in cui si trovano quando l’animale dorme, sebbene le caratteristiche generali del tracciato elettroencefalografico siano quelle della veglia. L’osservazione potrebbe spiegare perché la privazione di sonno altera l’attenzione, il giudizio e le funzioni cognitive.     

Nature 2011; 472: 443-447

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Neuroscienze

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Capire se sappiamo prevedere i terremoti è difficile

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Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).