L'hanno chiamata Ardi, e al suo confronto, Lucy è una ragazzina. L'australopiteco femmina, a lungo ritenuta il più antico tra i precursori degli esseri umani a essere stato scoperto, risaliva a 3,3 milioni di anni fa; almeno un milione di anni più giovane dell'esemplare trovato insieme ad almeno 35 altri presso il villaggio di Aramis, in Etiopia, chiamato Ardipithecus ramidus. La scoperta non è di oggi - i primi resti furono infatti rinvenuti nel 1992 - ma solo dopo tanti anni di studi è apparso chiaro che la strana creatura, ricostruita con un paziente lavoro a incastro di migliaia di pezzi, è del tutto particolare: non assomiglia infatti né agli australopitechi né agli scimpanzé, almeno come li conosciamo oggi. Viveva nella foresta e sapeva camminare in posizione eretta. Al nuovo anello della catena che un giorno forse ci permetterà di capire da dove veniamo, alle caratteristiche di questo antenato e all'ambiente in cui abitava, Science ha dedicato un numero speciale.
Il puzzle di come eravamo
Primary tabs
Autori:
Sezioni:
Ominidi
prossimo articolo
Alcol: l'epidemia che non fa rumore

Le prove sui danni dell'alcol, dal cancro agli incidenti stradali, sono ormai solidissime. Eppure la sua gestione resta arretrata: pochi usano gli strumenti di screening, ancora meno arrivano alle cure efficaci già disponibili. Una strage silenziosa che il mondo continua a permettersi.
Foto: Carl Van Vechten, Public domain, via Wikimedia Commons
Se Ennio Flaiano notava su Diario degli errori che «La battaglia contro l’alcolismo prende accenti birichini», William Faulkner aveva raccontato nel suo diario come andava la sua vita: «Due scotch al bar. Tre drink al mattino. Un daiquiri al Dirty Dick's, tre bicchieri di vino rosso a pranzo e tre di vino a cena».