fbpx Il Museo Galileo vince l'Icom | Page 5 | Scienza in rete

Il Museo Galileo vince l'Icom

Read time: 1 min

L’autorevole giuria del “Premio ICOM Italia – Musei dell’anno 2010” - presieduta da Alessandra Mottola Molfino, museologa e presidente Nazionale di Italia Nostra - ha assegnato al Museo Galileo il primo premio nella categoria Miglior Gestione, con la seguente motivazione:

"Il Museo Galileo-Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, attivo dal 1930 è stato completamente rinnovato nel 2010, trasformando in modo originale e con un innovativo allestimento le storiche collezioni. L’alta qualità scientifica del personale, l’apparato gestionale di provata esperienza, la storica autonomia statutaria (Ente morale dal 1927) e la partecipazione di numerosi enti ed istituzioni, lo rendono un valido modello di organizzazione e di gestione sostenibile grazie ad un equilibrato rapporto tra pubblico e privato. Viene inoltre apprezzata la rilevante attività educativa e l’innovazione tecnologica dei servizi di informazione al pubblico".

Il premio ICOM viene assegnato ogni due anni ai musei e ai responsabili di musei che si siano distinti nella loro attività in base alle linee guida dettate dal Codice deontologico, della definizione di Museo di ICOM, dalla Carta delle Professioni Museali e dalle indicazioni dettate dagli standard museali nazionali e regionali.

Autori: 
Sezioni: 
Premi

prossimo articolo

I tre Gesù del Michigan, un viaggio tra mente, storia ed etica

Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.

C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.