fbpx Per il momento salvo anche l'EBRI | Scienza in rete

Per il momento salvo anche l'EBRI

Primary tabs

Read time: 1 min

Continua l'epopea degli istituti di ricerca indipendenti in Italia, che lottano per la sopravvivenza in un'epoca di tagli e scarsità di risorse. Ora è la volta dell'EBRI, l' European Brain Research Institute fondato da Rita Levi Montalcini e ospitato a Roma dalla Fondazione Santa Lucia. L'accordo prevedeva che l'istituto avrebbe dovuto provvedere solo al pagamento delle spese, il cui carico si aggira intorno ai 500.000 euro l'anno. Per i ritardi nei pagamenti la fondazione aveva deciso di sospendere la fornitura di anidride carbonica, aria compressa ed elettricità, ma il tribunale è intervenuto chiedendo che si trovi un accordo prima della seduta del 23 settembre. In caso contrario la regione Piemonte e l'Università di Torino hanno già offerto ospitalità all'istituto.

Nature pubblicato online il 7 settembre

Autori: 
Sezioni: 
Ricerca

prossimo articolo

Quando l'open access diventa pay to publish

sbarra che blocca un articolo open access

L'accesso aperto alla conoscenza è un principio giusto. Ma se il costo passa dai lettori agli autori, la libertà della ricerca rischia di dipendere dai fondi disponibili.

Immagine di copertina realizzata a partire da illustrazione creata con ChatGPT

L'open access nasce da un'idea logica, semplice e condivisibile: i risultati della ricerca scientifica, soprattutto quando finanziata con fondi pubblici, devono essere accessibili a tutti. Non solo agli studiosi delle università più ricche, non solo agli abbonati delle grandi biblioteche, non solo a chi può permettersi il costo spesso molto elevato degli articoli scientifici.