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I robot parlano in veneto

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Paolo Fiorini, docente del dipartimento di informatica dell’Università di Verona, ha ricevuto a Vasteras, in Svezia, il premio “Eurobotics technology transfer 2011” per la creazione di un robot chirurgico. Il riconoscimento è stato assegnato all’università di Verona per aver realizzato, in collaborazione con la start-up Surgica Robotica, “Surgenius”, un sistema per la chirurgia minimamente invasiva più avanzato e flessibile di quelli attualmente disponibili. Prossimo a ottenere il marchio CE, potrà poi essere sperimentato su pazienti in accordo con i comitati etici dei vari ospedali. Il gruppo di ricerca sta lavorando su altri cinque progetti, non soltanto legati all’attività in sala operatoria: il progetto “Filose”, per esempio, studia il sistema sensoriale dei pesci per progettare robot sottomarini in grado di muoversi in modo efficiente in acque turbolente, mentre “Edufill” è un programma didattico di insegnamento della robotica. «Occorre infatti rimediare alla mancanza di un metodo per preparare il personale tecnico necessario per usare i robot in applicazioni non industriali, come ad esempio la chirurgia» ha spiegato Fiorini.

Comunicato stampa Università di Verona

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Caldo estremo: che cosa si intende con "adattamento"?

vista di area urbana

Temperature record, ondate di calore sempre più letali, e continuiamo a ripeterci che «ci adatteremo». Ma quando si parla di adattamento bisogna fare una distinzione fondamentale, perché climatizzatori, città più verdi, sistemi di allerta e cambiamenti nelle abitudini non sono adattamento biologico. Sono strategie indispensabili di protezione da un ambiente che cambia a una velocità senza precedenti ma, mentre il clima si riscalda nell’arco di pochi decenni, l’evoluzione umana procede in migliaia di anni. Confondere questi due tempi rischia di trasformare una necessità politica e sociale urgente in una pericolosa rassicurazione.

Le temperature record si susseguono, le notti tropicali diventano la norma, le città si trasformano in trappole di calore e gli ospedali registrano un aumento di accessi, ricoveri e decessi legati alle ondate di calore. Eppure, di fronte a questo scenario, una parola continua a essere ripetuta con sorprendente leggerezza: adattamento.

Viene spesso scritto o detto «tranquilli, ci adatteremo»: le città si adatteranno, l'agricoltura si adatterà, le persone si adatteranno.