fbpx I primi utensili | Scienza in rete

I primi utensili

Primary tabs

Read time: 1 min

Alcune scalfitture rinvenute su ossa di erbivori preistorici scoperte in Etiopia sarebbero da ricondurre a primitivi utensili di pietra utilizzati da individui di Australopithecus afarensis quasi tre milioni e mezzo di anni fa.

Il ritrovamento è opera di un team internazionale di archeologi presso il sito di Dikka (Etiopia nordorientale), non molto distante dalla località in cui venne rinvenuto lo scheletro di Lucy, senza dubbio il più noto esemplare di Australopithecus afarensis. Shannon McPherron (Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology) e i suoi collaboratori si sono imbattuti in quattro frammenti ossei appartenuti a erbivori preistorici sui quali hanno individuato chiare tracce lasciate da utensili di pietra utilizzati per scarnificare le prede.

La datazione tramite isotopi dell'Argo e l'analisi stratigrafica hanno permesso di stabilire che quelle tracce risalgono a oltre 3,39 milioni di anni or sono. Poiché finora le più antiche tracce dell'uso di utensili erano quelle scoperte a Gona (sempre in Etiopia) risalenti intorno ai due milioni e mezzo di anni fa, la scoperta di McPherron farebbe anticipare di circa 800 mila anni l'impiego di utensili da parte degli ominidi.
Lo studio è stato pubblicato su Nature lo scorso 12 agosto.

Arizona State University

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Antropologia

prossimo articolo

Abbiamo un grosso problema con gli incendi

incendio in montagna

Gli incendi che stanno devastando il Mediterraneo nell'estate 2026 confermano una tendenza ormai consolidata: il cambiamento climatico rende i roghi più probabili, intensi e difficili da controllare, aggravando gli effetti di una gestione del territorio spesso inadeguata e delle cause di origine umana. Oltre a distruggere ecosistemi e aumentare le emissioni di CO₂, il fumo degli incendi rappresenta una minaccia crescente per la salute, con impatti documentati sulla mortalità e su alcune malattie cardiovascolari, respiratorie e neurologiche. Prevenzione, gestione forestale e riduzione delle emissioni di gas serra restano le strategie chiave per contenere il rischio.

Foto di Mike Newbry su Unsplash

Dalla seconda metà di luglio 2026 l'Europa mediterranea è stretta in una morsa di incendi che stanno costringendo centinaia di migliaia di persone a lasciare le proprie case. Al 29 luglio 2026 si stimano quasi 435mila ettari di suolo bruciato da inizio anno, 1400 incendi contati, quasi 18 milioni di tonnellate di CO2 emesse (dati dell’European Forest Fire Information System).