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I più antichi sarti del mondo

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La capacità di tessere i filati risale a oltre 30.000 anni fa. Un gruppo di ricercatori guidati da Ofer Bar-Yosef, dell'Università di Harvard, lo ha dimostrato sottoponendo a datazione col radiocarbonio alcuni dei quasi 800 frammenti di fibre intrecciate e tinte trovate in una caverna chiamata Dzudzuana, nella Georgia, sul Caucaso. Fino a oggi, la più antica prova di queste attività, considerate molto sofisticate per l'epoca, risaliva a 28.000 anni fa ed era stata rinvenuta nel sito di Dolni Vestonice, nella Repubblica Ceca.

« Gli uomini preistorici per produrre le fibre tessili hanno sfruttato lino selvatico» ha spiegato Bar-Yosef, che ha condotto la ricerca insieme con altri studiosi israeliani, «non coltivato a questo scopo. L'innovazione ha rivoluzionato l'abbigliamento, come testimonia il fatto che le fibre fossero sottoposte anche a processi di tintura, sebbene nello stesso sito abbiamo trovato anche i segni di conciatura delle pelli e delle pellicce. Oltre a ciò, la capacità di utilizzare queste fibre ha però sicuramente dato una svolta anche molte altre attività, tramite la produzione di canestri e corde che contribuivano tra l'altro anche alla produzione di utensili di pietra; per esempio, deve aver rivoluzionato i trasporti».

 Science 2009; 325: 1359

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Archeologia

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Che cosa hanno in comune Edgar Allan Poe, O.J. Simpson e gli errori giudiziari? La risposta passa per la statistica, ma soprattutto per il modo in cui ragioniamo. In “Se fossi stato al vostro posto” (Raffaello Cortina Editore, 2025) Marco Malvaldi parte da un celebre caso di cronaca ottocentesca e dalla sua trasfigurazione letteraria per mostrare come, quando siamo chiamati a interpretare i fatti, numeri, probabilità, narrazione e fallacie cognitive si intreccino. Un saggio e insieme un manuale, ricco di casi (reali o inventati) ma anche di ironia, che infine diventa un appello a chi, di fronte all’incertezza delle prove, ha la responsabilità di decidere della colpevolezza o dell’innocenza di qualcuno

Questa è una recensione che esce con colpevolissimo ritardo. In effetti, appena in anticipo sul primo compleanno del libro. Per fortuna, i libri non hanno una data di scadenza (almeno nella maggior parte dei casi). Di certo non ce l’ha Se fossi stato al vostro posto (Raffaello Cortina Editore, 2025), in cui Marco Malvaldi parla di qualcosa decisamente a lunga conservazione: la statistica e la narrazione.