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H5N1: sicurezza batte trasparenza

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Un po’ malvolentieri, e sottolineando la loro contrarietà, ma sia Albert Osterhaus, dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam, sia Yoshihiro Kawaoka, dell’Università del Wisconsin, a Madison, si sono piegati alle richieste del National Science Advisory Board for Biosecurity, l’organismo governativo statunitense: entrambi i gruppi di ricerca stanno apportando tagli e modifiche ai loro lavori, sottoposti rispettivamente a Science e Nature, per evitare che  qualche malintenzionato li possa riprodurre, scatenando la pandemia del secolo.

Negli studi che terrorizzano le autorità USA, e di cui Scienzainrete ha già parlato, si sono infatti riusciti a creare in laboratorio ceppi di virus A/H5N1 (quello dell’influenza aviaria) potenzialmente in grado di trasmettersi da uomo a uomo. Una capacità che renderebbe davvero minacciosa l'altissima letalità di questo virus, che per ora si può prendere solo da uccelli infetti.

Secondo quanto riportato dai giornali stamattina, i direttori di Science e Nature avevano ricevuto dalle autorità statunitensi l’invito senza precedenti a non pubblicare i dati salienti degli esperimenti. Questa sera si è saputo che i ricercatori, pur recalcitrando, hanno accettato di censurare i loro paper.

Il direttore di Science, Bruce Alberts, ha dichiarato che non pubblicherà nulla senza il placet delle autorità, ma ha anche ribadito la necessità di mettere i dati oscurati a disposizione degli esperti qualificati che li richiederanno. Per questo sta discutendo con le autorità stesse un meccanismo di controllo: bisognerà capire però quali saranno i criteri per decidere chi potrà avere accesso a queste informazioni.

 Science, 22 dicembre 2011

 

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Di solito, non ci chiediamo da dove vengano i farmaci. Quando ingeriamo con un sorso d'acqua una pillola di antibiotico, come l’amoxicillina, non viene immediato chiederci come quella capsula sia arrivata a casa nostra. La prendiamo per curare una cistite o un mal di gola di origini batteriche, spesso senza pensare che, prima ancora di essere nel suo blister e spedita sugli scaffali delle farmacie, ha già affrontato un processo fatto di viaggi lunghi e numerosi intermediari.