fbpx Grecia: niente soldi, niente cure | Page 2 | Scienza in rete

Grecia: niente soldi, niente cure

Primary tabs

Read time: 1 min

Non è più una minaccia, ma un dato di fatto. La Roche ha confermato di aver già interrotto da qualche mese la fornitura di farmaci ad alcuni ospedali pubblici greci che, nonostante i numerosi solleciti, non saldavano le loro fatture. Gli stessi medicinali restano comunque disponibili nelle farmacie -- che hanno dimostrato di essere più affidabili e puntuali nei pagamenti -- dove i pazienti, con le loro prescrizioni, possono ritirarli e poi farseli eventualmente somministrare in ospedale. Severin Schwan, chief executive dell’azienda, ha dichiarato venerdì scorso che provvedimenti simili potrebbero essere presto presi anche in Spagna, sottolineando che anche alcune strutture portoghesi e italiane hanno molti arretrati da versare. «Ci sono ospedali che non pagano da tre o quattro anni» ha dichiarato il manager. «Arriva un punto in cui la situazione non è più sostenibile».

La Roche non è comunque la prima azienda ad aver preso provvedimenti simili: l’anno scorso anche la danese Novo Nordisk interruppe la fornitura di alcune formulazioni di insulina, dopo che il governo greco aveva annunciato che ne avrebbe abbassato i prezzi di oltre il 25%.

Wall Street Journal pubblicato online il 17 settembre 2011

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Free tag: 
Farmaci

prossimo articolo

Il petrolio oggi: alcuni dati per capire meglio la crisi

pompa petrolifera

La chiusura o quasi dello Stretto di Hormuz, a causa del conflitto innescato da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ha portato all'aumento del prezzo del petrolio, al rilascio di riserve di emergenza da parte dell'Agenzia internazionale per l'energia e alla ricerca di tratte alternative. Capiamoci qualcosa di più con dati e grafici, anche e soprattutto per ricordarci come questo rappresenti un ulteriore motivo per cui del petrolio dobbiamo sbarazzarci il prima possibile.

Immagine di RJA1988

È notizia di ieri che i trentadue paesi membri dell’Agenzia internazionale per l’energia hanno deciso di mettere a disposizione 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve di emergenza a causa del conflitto in Iran e in Medio Oriente.