fbpx Giovani eccellenti sulle staminali | Page 26 | Scienza in rete

Giovani eccellenti sulle staminali

Primary tabs

Read time: 2 mins

La Fondazione Lorini ha assegnato il suo Premio, quest’anno alla seconda edizione, ex aequo a due giovani scienziati italiani per ricerche innovative volte ad individuare i meccanismi molecolari che possono bloccare la progressione delle metastasi e rendere “mortali” le cellule staminali del cancro. Il Presidente della Fondazione Lorini, Mario Longari, alla presenza di alcuni componenti del Comitato Scientifico della Fondazione (composto da Virgilio Ferrario, Mauro Moroni, Aldo Pinchera e Umberto Veronesi) ha consegnato il Premio di 30.000 euro ai lavori selezionati come i più meritevoli in relazione agli intendimenti del premio e agli scopi della Fondazione Lorini. L’alta qualità dei sessanta lavori presentati e la loro rilevanza scientifica hanno indotto quest’anno la Commissione giudicatrice istituita presso la Fondazione ad attribuire il premio ex aequo a Michelangelo Cordenonsi e ad Andrea Viale, giovani ma già affermati ricercatori, l’uno presso l’Università di Padova, l’altro presso il Campus IFOM–IEO di Milano.

Michelangelo Cordenonsi, dal 2006 ricercatore in Biologia Molecolare presso l’Università degli Studi di Padova, ha studiato l’identificazione delle basi molecolari e genetiche della progressione tumorale. In particolare lo studio individua il ruolo e le caratteristiche maligne conseguenti a mutazioni genetiche di una proteina normalmente in grado di bloccare lo sviluppo del tumore, e formula alcune ipotesi su possibili difese contro il processo metastatico. Il suo lavoro è stato pubblicato nel 2009 su Cell.

Andrea Viale, attualmente attivo presso il Dipartimento di Oncologia Medica del Dana- Farber Institute di Boston si è aggiudicato il premio per un lavoro sulle leucemie mieloidi acute e in particolare sui meccanismi che rendono immortali le cellule responsabili dell’origine della malattia, individuando nella possibilità di spegnere il gene alla base di questo meccanismo la via per rendere le cellule staminali simili alle altre cellule che nel tempo smettono di funzionare (Nature 2009).

Altri due lavori sono stati segnalati: il lavoro di Silvia Di Agostino, dell’Istituto Regina Elena dell’Ospedale IFO di Roma, e il lavoro di Silvia Piconese, dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Alle due ricercatrici è stato corrisposto un rimborso spese di 3.000,00 euro ciascuna.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Premio Lorini

prossimo articolo

Cosa sappiamo sul crollo del Ponte Morandi, dopo la sentenza di I grado

Si è concluso ieri il processo di primo grado per accertare le responsabilità per il crollo del viadotto Polcevera il 14 agosto 2018. I giudici hanno condannato i vertici di Autostrade per l’Italia, società che gestiva l’opera, e della sua controllata incaricata della manutenzione, oltre che un funzionario del Ministero dei Trasporti. La condanna sembra quindi confermare la tesi dell’accusa secondo cui a causare il disastro fu la mancata manutenzione dell’opera e in particolare dei cavi in calcestruzzo armato che ancoravano il ponte al pilone numero 9. Le armature in acciaio di quei cavi erano gravemente corrose, come già nel 1992 era stato constatato decidendo di intervenire sul pilone numero 11. Una nuova indagine del 2015 confermava lo stato di degrado. Un progetto di risanamento dell’intero ponte era stato concluso nel 2017 e approvato nel 2018, pochi mesi prima del crollo. Nell'immagine di copertina il Ponte Morandi dopo il crollo. Fonte: Alessio Sbarbaro/Wikipedia (CC BY-SA 4.0).

 

Giovedì 16 luglio, la procura di Genova ha pubblicato la sentenza del processo di primo grado per il crollo del viadotto Polcevera, anche noto come “Ponte Morandi”, un ponte strallato in calcestruzzo armato precompresso inaugurato nel 1967, lungo 1182 metri, che collegava Genova a Savona scavalcano il torrente Polcevera e alcuni quartieri di Genova situati nella valle.