Grazie alla bioinformatica è ora possibile prevedere le mosse con cui il cancro cercherà di difendersi dalle terapie mirate, e bloccarle in partenza. Lo studio finanziato da AIRC e condotto da Marco Pierotti e alcune sue colleghe dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, in collaborazione con l’Università di Trieste, ha sperimentato per ora il metodo sui tumori stromali gastrointestinali (GIST), ma lo stesso di potrà fare anche per altre neoplasie: ricostruire modelli virtuali in 3d dei recettori delle cellule tumorali, che come “interruttori” comandano la replicazione impazzita delle cellule tumorali, prevedere come muteranno per sfuggire alla cura e individuare altre molecole capaci di bloccarli. I ricercatori italiani, nello studio pubblicato oggi su Nature Reviews in Clinical Oncology, hanno poi verificato come la predizione fornita da questa serie di calcoli fosse perfettamente in linea con quanto osservato grazie alle tradizionali tecniche in vitro, con il vantaggio enorme di abbattere notevolmente i tempi per ottenere gli stessi dati.
Giocare d'anticipo, e pure in 3D
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Ricerca pubblica, un piano che non salva i ricercatori

Un emendamento alla legge di bilancio promette un piano straordinario di reclutamento per i ricercatori PNRR, ma le risorse, i meccanismi di cofinanziamento e le esclusioni previste lo rendono largamente insufficiente. Il rischio è di aggravare il precariato invece di ridurlo. Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Comitato Nazionale dei Ricercatori Universitari PNRR
Nei giorni scorsi è stato inserito un emendamento alla legge di bilancio su iniziativa della maggioranza che attribuisce risorse ad un piano di reclutamento straordinario per l’assunzione di ricercatori nelle università e negli enti di ricerca, con particolare riguardo al personale a tempo determinato impegnato in progetti finanziati con risorse del PNRR. Questa proposta tuttavia presenta numerose limitazioni e risulta di fatto inadeguata ad affrontare le attuali difficoltà del sistema della ricerca italiano.