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Giocare d'anticipo, e pure in 3D

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Grazie alla bioinformatica è ora possibile prevedere le mosse con cui il cancro cercherà di difendersi dalle terapie mirate, e bloccarle in partenza. Lo studio finanziato da AIRC e condotto da Marco Pierotti e alcune sue colleghe dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, in collaborazione con l’Università di Trieste, ha sperimentato per ora il metodo sui tumori stromali gastrointestinali (GIST), ma lo stesso di potrà fare anche per altre neoplasie: ricostruire modelli virtuali in 3d dei recettori delle cellule tumorali, che come “interruttori” comandano la replicazione impazzita delle cellule tumorali, prevedere come muteranno per sfuggire alla cura e individuare altre molecole capaci di bloccarli. I ricercatori italiani, nello studio pubblicato oggi su Nature Reviews in Clinical Oncology, hanno poi verificato come la predizione fornita da questa serie di calcoli fosse perfettamente in linea con quanto osservato grazie alle tradizionali tecniche in vitro, con il vantaggio enorme di abbattere notevolmente i tempi per ottenere gli stessi dati.

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Tumori

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Farmaci e ambiente: quanto inquina la medicina moderna?

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Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

Sono il pilastro della medicina moderna, molecole in grado di debellare malattie un tempo incurabili. Stiamo parlando dei farmaci, eredi dei rimedi naturali utilizzati fin dall’Antico Egitto e oggi prodotti su larga scala grazie all’industrializzazione, che ha reso possibile trattare un numero crescente di pazienti e sviluppare nuove molecole in laboratorio. Ma dopo aver svolto la loro funzione, queste sostanze non scompaiono: vengono eliminate dall’organismo e possono continuare a circolare nell’ambiente, con effetti che vanno ben oltre quelli terapeutici.