Grazie alla bioinformatica è ora possibile prevedere le mosse con cui il cancro cercherà di difendersi dalle terapie mirate, e bloccarle in partenza. Lo studio finanziato da AIRC e condotto da Marco Pierotti e alcune sue colleghe dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, in collaborazione con l’Università di Trieste, ha sperimentato per ora il metodo sui tumori stromali gastrointestinali (GIST), ma lo stesso di potrà fare anche per altre neoplasie: ricostruire modelli virtuali in 3d dei recettori delle cellule tumorali, che come “interruttori” comandano la replicazione impazzita delle cellule tumorali, prevedere come muteranno per sfuggire alla cura e individuare altre molecole capaci di bloccarli. I ricercatori italiani, nello studio pubblicato oggi su Nature Reviews in Clinical Oncology, hanno poi verificato come la predizione fornita da questa serie di calcoli fosse perfettamente in linea con quanto osservato grazie alle tradizionali tecniche in vitro, con il vantaggio enorme di abbattere notevolmente i tempi per ottenere gli stessi dati.
Giocare d'anticipo, e pure in 3D
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Ominini arcaici, alla ricerca dell'antenato comune

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.
Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0
Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.