fbpx Giardini dimesso per burocrazia | Scienza in rete

Giardini dimesso per burocrazia

Primary tabs

Read time: 1 min

Domenico Giardini, geofisico, si è dimesso da presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Era stato nominato appena qualche mese fa, in estate, succedendo a Enzo Boschi, che aveva mantenuto la presidenza dell’INGV per 16 anni consecutivi.

La fulminea uscita di scena del nuovo presidente – molto apprezzato dalla comunità scientifica – pare sia causata da motivi burocratici. Le nuove normative in essere nella pubblica amministrazione impongono anche al Presidente di un Ente Pubblico di Ricerca, che ha un contratto a termine, l’esclusiva. Il che per Domenico Giardini significa lasciare l’insegnamento e la posizione che ha presso l’ Eidgenössische Technische Hochschule (ETH), il celebre Politecnico di Zurigo.

Costretto a scegliere tra l’incarico in Italia a termine e l’incarico in Svizzera a tempo indeterminato, Giardini avrebbe scelto il secondo. È evidente che c’è qualcosa che non funziona nelle leggi che regolano la materia. Molti sostengono che è un vantaggio e non uno svantaggio per il nostro paese avere un ricercatore che lavora sia in Italia sia all’estero in uno degli atenei più prestigiosi del mondo.

Autori: 
Sezioni: 
INGV

prossimo articolo

(Ri)guardare ER nel 2026

screenshot dalla sigla di ER Medici in prima linea

Rimesso a disposizione su Netflix, "ER – Medici in prima linea" resta un caposaldo dei medical drama. Rivederla a oltre trent’anni dal debutto non significa solo ritrovare casi clinici e personaggi, ma misurare quanto siano cambiati la medicina e il lavoro sanitario non meno delle rappresentazioni sociali della malattia. E forse anche accorgersi che, più delle pratiche e della realtà, a evolversi rapidamente sono stati i modi di raccontarle.

Nell'immagine di copertina: screenshot dalla sigla di ER - Medici in prima linea

Netflix ha messo a disposizione sulla sua piattaforma la serie ER – Medici in prima linea. Per chi l’aveva appassionatamente seguita ai tempi, odi et amo: da una parte ci toccano 15 anni di puntate da rivedere, dall’altra è l’occasione di immergersi in una serie nota, amata e che ha letteralmente fatto la storia di enorme successo dei medical drama. E, in questo modo, anche di farsi due conti su come è cambiata non solo la medicina sensu strictu, ma anche i suoi rapporti con la società e il modo di raccontarla.