Stando a una stima, secondo gli autori molto conservativa, anche se il clima dovesse rimane com'è ora i ghiacciai del Buthan sarebbero comunque destinati a ridursi di un decimo entro pochi decenni.
Lo studio, condotto da Summer Rupper (Dipartimento di Geologia della Brigham Young University) e collaboratori e pubblicato su Geophysical Research Letters, è una vera e propria previsione su ciò che potrà succedere ai ghiacciai dell'Himalaya e in particolare a quelli del Buthan. Basandosi su un ben consolidato modello matematico dello scioglimento dei ghiacciai e su altrettanto consolidati dati climatici e rilevazioni ottenute da stazioni di monitoraggio dello stato dei ghiacci, i ricercatori giungono alla conclusione che, anche se il clima dovesse mantenere i dati medi attuali, la superficie coperta dai ghiacciai in Buthan si ridurrebbe almeno del 10%.
Quel che più preoccupa è che, dopo un inevitabile aumento iniziale che metterebbe a rischio inondazione i villaggi a valle, la quantità d'acqua liberata dai ghiacciai sarebbe in seguito ridotta del 30%, con devastanti conseguenze per le coltivazioni agricole. Inserendo negli scenari di calcolo valutati dai ricercatori un aumento della temperatura regionale di un solo grado, le previsioni sarebbero ancora più drammatiche, con la riduzione dei ghiacciai di un quarto della loro estensione e un calo del 65% della quantità d'acqua proveniente dal disgelo che fluisce a valle.
Brigham Young University
I ghiacciai del Buthan
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Ominini arcaici, alla ricerca dell'antenato comune

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.
Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0
Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.