Osservando la gigantesca galassia M87 con l'innovativo sistema di antenne LOFAR, un team di astronomi scopre che è interamente avvolta da una bolla di plasma prodotta dal buco nero supermassiccio che la galassia ospita nel suo centro. Le immagini ottenute da LOFAR, un sistema composto da migliaia di antenne radio sparse in tutta Europa i cui dati vengono elaborati da un supercomputer in Olanda, mostrano chiaramente che la bolla non è frutto di attività del buco nero in un lontano passato, ma viene tutt'ora costantemente alimentata. Il massiccio buco nero al centro di M87, circa 6 miliardi di masse solari, ingoia voracemente il materiale foraggiatogli dalla galassia e, come controparte, pompa nella galassia una smisurata quantità di energia sotto forma di radiazione e di potenti getti di materia. Sono proprio questi getti che, quando rallentano, formano l'immensa bolla che avvolge la galassia e che, invisibile ai telescopi ottici, appare luminosissima nelle onde radio. Lo studio, pubblicato su Astronomy & Astrophysics e frutto del lavoro di un team internazionale del quale facevano parte anche Matteo Murgia (OA di Cagliari) e Gianfranco Brunetti (INAF-IRA di Bologna), vede come primo autore il nostro Francesco de Gasperin, che ha condotto la ricerca come parte del suo dottorato presso il Max Plank Institute e l'Excellence Cluster Universe di Monaco di Baviera.
La galassia nella bolla
Primary tabs
prossimo articolo
Abbiamo un grosso problema con gli incendi

Gli incendi che stanno devastando il Mediterraneo nell'estate 2026 confermano una tendenza ormai consolidata: il cambiamento climatico rende i roghi più probabili, intensi e difficili da controllare, aggravando gli effetti di una gestione del territorio spesso inadeguata e delle cause di origine umana. Oltre a distruggere ecosistemi e aumentare le emissioni di CO₂, il fumo degli incendi rappresenta una minaccia crescente per la salute, con impatti documentati sulla mortalità e su alcune malattie cardiovascolari, respiratorie e neurologiche. Prevenzione, gestione forestale e riduzione delle emissioni di gas serra restano le strategie chiave per contenere il rischio.
Foto di Mike Newbry su Unsplash
Dalla seconda metà di luglio 2026 l'Europa mediterranea è stretta in una morsa di incendi che stanno costringendo centinaia di migliaia di persone a lasciare le proprie case. Al 29 luglio 2026 si stimano quasi 435mila ettari di suolo bruciato da inizio anno, 1400 incendi contati, quasi 18 milioni di tonnellate di CO2 emesse (dati dell’European Forest Fire Information System).