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Il futuro di Chimici e Fisici

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Si terrà a Padova, il prossimo 21 settembre, un convegno organizzato da SDS-SNABI (Sindacato Nazionale Dirigenti Sanitari SSN e ARPA): "Quale futuro per le professioni di Chimico e Fisico nella Sanità e nell'Ambiente". 
Tra i laureati in materie scientifiche, i Chimici, i Fisici e i Biologi trovano spesso difficoltà a trovare un adeguato riconoscimento per il loro "status" professionale. Soprattutto per coloro che operano nel campo di Sanità e Ambiente e consentono che venga garantito il diritto di tutti i cittadini alla salute, c'è la convinzione che queste figure siano facilmente intercambiabili con altri professionisti. Questa condizione viene inevitabilemente aggravata dalla crisi del lavoro, con l'esplosione dei contratti atipici di breve durata, una crescente situazione di precariato che non consente ai giovani laureati di programmare il loro futuro, mentre diventa più alto il rischio che la carenza di dirigenti in sanità e ambiente non verrà colmata.

L'incontro di Padova, rivolto principlamente ai Chimici e ai Fisici del triveneto, è un'occasione di confronto per fare il punto sulla situazione degli Ordini professionali e per capire quali sono le Scuole di Specializzazione necessarie per legge per accedere alle dirigenze. A Padova si parlerà del futuro di queste professioni, insomma.

La partecipazione è gratuita. 
Per prenotarsi, bisogna segnalare i propri dati entro il 15 settembre a questo indirizzo email: [email protected] 

 

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SDS-SNABI

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Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.