fbpx The Future we choose | Page 15 | Scienza in rete

The Future we choose

Primary tabs

Read time: 2 mins

Più di 40 membri della comunità scientifica internazionale hanno firmato una dichiarazione con le loro richieste ai grandi del pianeta riuniti a Rio, dopo l'evento collaterale Open Dialogue on The Future We Choose. Nel documento alternativo, gli esponenti del mondo della scienza dichiarano di "essere preoccupati per la gravità senza precedenti dello stato di salute del pianeta causato della pressione umana in questa nuova epoca dell’Antropocene; di credere che con una leadership audace e azioni determinate sia possibile la transizione verso un futuro sicuro e prospero; di essere d’accordo su un approccio integrato e basato sulla conoscenza scientifica, costruito in partnership tra i settori pubblico e privato e con la società civile, con creatività, innovazione e una nuova impostazione economica che riconosca le capacità ecologiche del pianeta". La richiesta è di avviare un processo di responsabilità collettiva, vista la storica opportunità rappresentata da Rio+20, garantendo l'inclusione di tutti gli stakeholder, con azioni concrete che vadano incontro alle necessità globali per alimentazione, acqua e energia. Si ricorda, inoltre, che è necessario un ripensamento del modello economico con l'adozione di nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile e il raggiungimento di un accordo sul clima che segua la migliore conoscenza scientifica disponibile offrendo una strada per un futuro vitale ed equo all’umanità.  

Tra i firmatari ci sono i premi Nobel Yuan Tseh Lee  - presidente dell’International Council for Science, la più grande organizzazione scientifica del mondo -  i premi Nobel per la Chimica Walter Kohn, per la Fisica Douglas Osheroff e Carlo Rubbia, Robert Watson, già presidente dell’IPCC e del Millennium Ecosystem Assessment, e Will Steffen, il direttore esecutivo dell’Australia National University.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Scienza e tecnologia

prossimo articolo

Davvero il mondo resterà senza inverno?

paesaggio con poco ghiaccio

Ne "Il mondo senza inverno" di Bruno Arpaia (Guanda, 2026) tecnologia e controllo sociale si intrecciano a un clima ormai fuori controllo. Il futuro segnato dalla crisi climatica, siccità, migrazioni e disuguaglianze sociali trasformano radicalmente la vita quotidiana. Nonostante il tono cupo, il libro lascia anche spazio alla speranza e alla volontà di reagire. Un ottimo esempio di comunicazione della scienza che funziona (o almeno speriamo).

Foto di Patrik Houštecký da Pixabay

Leggere Il mondo senza inverno di Bruno Arpaia (Guanda editore, 240 pagine, 18€) è come leggere i rapporti del World Economic Forum, ma capendoli. I rapporti dell’IPCC, dei maggiori istituti di ricerca mondiali e qualsiasi altro documento scientifico, infatti, sono solo un elenco noioso di numeri e dati. Imprescindibili per capire il mondo, e sono forse quelli più importanti che potremmo mai avere a disposizione.