fbpx Fossili eccezionali | Scienza in rete

Fossili eccezionali

Primary tabs

Read time: 1 min

Nimbadon

Eccezionale ritrovamento di fossili in Australia. Un gruppo di ricercatori della University of New South Wales (Sydney, Australia) ha rinvenuto centinaia di ossa fossili di Nimbadon lavarackorum, un marsupiale preistorico simile al vompato.

Il sito della scoperta è una grotta calcarea, posta nel famoso campo fossile di Riversleigh World Heritage, nella regione australiana del Queensland. La ricerca, condotta da Karen Black della NSW University, è stata pubblicata sul Journal of Vertebrate Paleontology. Dalle analisi dei resti di 26 teschi di Nimbadon trovati nella cava, gli studiosi sono stati in grado di ricostruire lo sviluppo vitale del marsupiale estinto, dalle prime fasi di vita fetale fino all'età adulta. I piccoli nascevano solo dopo 1 mese di gestazione e completavano il loro sviluppo fetale all'interno del marsupio materno, proprio come i cugini marsupiali di oggi.

La scoperta inoltre è di straordinaria importanza anche per comprendere l'evoluzione della flora e della fauna australiana, che all'epoca dei Nimbadon ha visto il passaggio da un clima umido di foresta lussureggiante ad uno più secco e arido, simile a quello odierno.

Journal of Vertebrate Paleontology

Autori: 
Sezioni: 
Paleontologia

prossimo articolo

Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.