fbpx #FoodPeople: una mostra per chi ha fame di innovazione | Page 6 | Scienza in rete

#FoodPeople: una mostra per chi ha fame di innovazione

Primary tabs

Read time: 2 mins

Innovazione tecnologica e cibo: un rapporto difficile o ricco di affinità elettive e di prospettive? Per chi è affamato di innovazione, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci è stata inaugurata la mostra #FoodPeople, che rientra nel programma “Expo in città” ed è dedicata ai cambiamenti che hanno segnato il nostro modo di mangiare e alle prospettive del sistema alimentare.
Protagoniste sono le persone e il loro rapporto con il cibo. Nella mostra, che sarà visitabile fino alla fine del 2015, sono messe in evidenza le innovazioni scientifiche e tecnologiche che hanno rivoluzionato il settore agroalimentare e quindi la vita quotidiana.

In uno spazio espositivo di oltre 700 metri quadrati, i visitatori saranno invitati a guardare con occhi diversi oggetti e tecnologie che fanno ormai parte della vita quotidiana, interrogarsi sulla propria relazione con il sistema alimentare, scoprire cosa succede all’interno delle industrie che producono il nostro cibo, stupirsi di fronte a quanto innovativa possa essere l’agricoltura, guardare al futuro ed esplorare in prima persona temi appassionanti nei tre laboratori interattivi dedicati ad Alimentazione, Biotecnologie e Genetica.

Due sono i percorsi complementari: il primo ripercorre alcune delle principali innovazioni scientifico-tecnologiche che hanno attraversato il settore agroalimentare e le sue attività negli ultimi 150 anni. Il secondo permette di confrontarsi con scenari e prospettive sul futuro del cibo. I visitatori verranno accompagnati nel loro percorso da tanti personaggi in foto e video su quinte.

Per quanto riguarda i tre laboratori di Alimentazione, Biotecnologie e Genetica, gli ospiti del museo potranno divertirsi a immaginare il cibo del futuro o scoprire l’utilità di muffe e batteri nella produzione alimentare. Si potrà anche comporre musica utilizzando frutta e verdura nella Tinkering Zone. Durante il periodo di Expo, i laboratori saranno aperti ogni giorno con attività per scuole e famiglie.  “La mostra #FoodPeople – ha dichiarato Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia – si inserisce in un percorso di sviluppo di risorse culturali ed educative sul tema dell’alimentazione che il Museo ha avviato dal 2009. Il nostro ruolo è quello di interpretare il passato per fornire chiavi di lettura del presente e lanciare uno sguardo sul futuro. In quest’occasione, stimolati dal tema di Expo 2015, abbiamo preso l’impegno di raccontare l’innovazione nella filiera agroalimentare”.

La mostra è progettata e realizzata con il contributo di Fondazione Cariplo, partner istituzionale Regione Lombardia – Direzione Agricoltura.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Indice: 
Mostra

prossimo articolo

Capire se sappiamo prevedere i terremoti è difficile

grafico onde

Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).