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A Firenze gli stati generali della Fisica Nucleare

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Dal 3 al 7 giugno Firenze ospiterà la venticinquesima Conferenza Internazionale di Fisica Nucleare – INPC2013 – organizzata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dalle Università di Firenze, Padova e Milano, con l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica, nonché il Patrocinio di regione Toscana e Comune di Firenze. Sono attesi circa 800 scienziati provenienti da circa 50 paesi. La conferenza, promossa dalla sezione di fisica nucleare dello IUAP (International Union of Pure and Applied Physics) si svolge ogni tre anni, ospitata in città delle diverse parti del mondo dove vi siano ricerche in fisica nucleare.

Si discuterà non soltanto delle collisioni fra nuclei pesanti ottenute al CERN (per studiare l'universo primordiale poco dopo il "Big Bang"), ma anche e soprattutto delle ricerche effettuate presso altri acceleratori dislocati in tutto il mondo: queste permettono di studiare in dettaglio la struttura interna dei nuclei atomici in condizioni “esotiche” (lontane da quelle normali del nostro mondo quotidiano, ma vicine a quelle delle stelle) e degli stessi nucleoni, i mattoni elementari che formano i nuclei atomici. Si spazierà inoltre dalle ricerche in ambito teorico, a quelle in campo tecnologico e alle applicazioni in campo medico, ambientale e dei beni culturali.

A quest’ultimo tema è dedicata la conferenza inaugurale, pensata per il grande pubblico e centrata sulle applicazioni delle tecniche sviluppate in fisica nucleare all’ambito dei bei culturali e del monitoraggio dell’inquinamento ambientale.

L’iniziativa si svolgerà il 2 giugno alle ore 19:00 nella sala Verde del Palazzo dei Congressi.

Ufficio Stampa INFN

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Cosa sappiamo sul crollo del Ponte Morandi, dopo la sentenza di I grado

Si è concluso ieri il processo di primo grado per accertare le responsabilità per il crollo del viadotto Polcevera il 14 agosto 2018. I giudici hanno condannato i vertici di Autostrade per l’Italia, società che gestiva l’opera, e della sua controllata incaricata della manutenzione, oltre che un funzionario del Ministero dei Trasporti. La condanna sembra quindi confermare la tesi dell’accusa secondo cui a causare il disastro fu la mancata manutenzione dell’opera e in particolare dei cavi in calcestruzzo armato che ancoravano il ponte al pilone numero 9. Le armature in acciaio di quei cavi erano gravemente corrose, come già nel 1992 era stato constatato decidendo di intervenire sul pilone numero 11. Una nuova indagine del 2015 confermava lo stato di degrado. Un progetto di risanamento dell’intero ponte era stato concluso nel 2017 e approvato nel 2018, pochi mesi prima del crollo. Nell'immagine di copertina il Ponte Morandi dopo il crollo. Fonte: Alessio Sbarbaro/Wikipedia (CC BY-SA 4.0).

 

Giovedì 16 luglio, la procura di Genova ha pubblicato la sentenza del processo di primo grado per il crollo del viadotto Polcevera, anche noto come “Ponte Morandi”, un ponte strallato in calcestruzzo armato precompresso inaugurato nel 1967, lungo 1182 metri, che collegava Genova a Savona scavalcano il torrente Polcevera e alcuni quartieri di Genova situati nella valle.