fbpx Farfalle migratrici | Scienza in rete

Farfalle migratrici

Primary tabs

Read time: 1 min

monarcaE’ risaputo che le specie di uccelli che devono compiere lunghi tragitti migratori affinano la loro abilità al volo potenziando e migliorando quei tratti somatici che rendono più agevole il loro viaggio. A questa regola chiave dell’evoluzione di una specie non sfuggono neppure le farfalle Monarca.

Questa specie di farfalle molto diffusa negli Stati Uniti – tanto da essere una sorta di “insetto nazionale” – è ben nota agli entomologi per i suoi percorsi migratori che la portano ogni anno a svernare verso sud. In uno studio appena pubblicato sull’edizione online della rivista Evolution si riporta la scoperta che le farfalle della specie Monarca che compiono questi lunghi cammini migratori hanno sviluppato in modo significativo le loro ali, che risultano più grandi e più elongate di quelle delle specie stanziali.

Il confronto è stato compiuto ricorrendo a un sofisticato software di riconoscimento di immagini che ha analizzato e misurato precisi dettagli delle ali di questi insetti paragonando popolazioni stanziali e popolazioni migratorie.

Le farfalle Monarca, comunque, custodiscono ancora un grande segreto. Poichè le migrazioni coinvolgono almeno tre o quattro generazioni di individui, resta tutto da chiarire come venga trasmesso alle nuove generazioni il corretto cammino da compiere.

UGA: http://www.uga.edu/news/artman/publish/printer_100211_Monarch.shtml
Evolution: http://www3.interscience.wiley.com/journal/123237080/abstract

Autori: 
Sezioni: 
Entomologia

prossimo articolo

Farmoplant, 38 anni dopo: memoria, salute e bonifiche ancora in cammino

Lo stabilimento di Avenza nel 1945

L’esplosione del 17 luglio 1988 nello stabilimento di Massa resta un caso di riferimento per lo studio del rapporto tra inquinamento e malattie. I dati più recenti confermano un quadro sanitario dell’area ancora critico, mentre il risanamento dei terreni procede lentamente. Il progetto SINTESI prova ora a costruire un percorso condiviso tra istituzioni e cittadinanza.
Nell’immagine Lo stabilimento azoto ad Avenza - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stabilimento_Azoto_Avenza_1945.jpg
 

Ancora il ricordo di un disastro industriale, da tenere a mente, dopo quello di Seveso, per costruire conoscenze su ambiente e salute e conservare memoria di chi più ha sofferto e pagato, in quel momento e dopo, in uno dei luoghi dove l’ingiustizia ambientale ha lasciato il segno.