fbpx Esposizione feto al DDT legato a sindrome metabolica | Scienza in rete

Esposizione feto al DDT legato a sindrome metabolica

Primary tabs

Read time: 3 mins

L’esposizione al DDT durante la gestazione aumenta, nella prole di sesso femminile ormai adulta, il rischio di sviluppare la sindrome metabolica, ovvero una serie di sintomi che includono l’aumento di massa grassa, di glucosio nel sangue e di colesterolo. È il risultato di uno studio condotto sui topi dall’Università della California Davis e recentemente pubblicato su PlosOne.

Il para-diclorodifeniltricloroetano, meglio conosciuto come DDT, è stato il primo insetticida moderno. Introdotto verso la fine degli anni ’30, soprattutto per debellare malattie come la malaria e il tifo, è stato vietato nella maggior parte dei paesi a partire dagli anni ’70 a causa di alcuni studi che ne rivelarono la tossicità.
Durante la ricerca è stato somministrato il DDT ai topi femmina durante la gravidanza, dal giorno 11.5 di gestazione a 5 giorni dopo la nascita. Le dosi di DDT somministrate ai topi sono state rese simili alla formulazione usata negli Stati Uniti prima della messa a bando (estate del 1972). In questo modo è stata ricreata una dose paragonabile a quella a cui sono state sottoposte le donne incinte in quel periodo.
Peso e massa grassa della prole sono stati monitorati in diverse fasi fino a nove mesi di vita, quello che è emerso è che l’esposizione al DDT riduceva la temperatura corporea, intaccava la tolleranza al freddo, diminuiva il dispendio energetico e portava a un precoce aumento del grasso corporeo negli individui femmina adulti.

“Come mammiferi per vivere dobbiamo regolare la temperatura interna del nostro corpo” ha detto Michele La Merrill, prima autrice dello studio. “Abbiamo trovato che il DDT riduce la capacità dei topi femmina di generare calore: se non stai generando calore quanto i tuoi simili, invece di bruciare calorie le stai immagazzinando”.
Quando all’esposizione veniva inoltre associata una dieta con molti grassi, i topi sviluppavano intolleranza al glucosio, eccesso di insulina e lipidi nel sangue, e un metabolismo alterato degli acidi biliari ma, ancora una volta, questo riguardava solo le femmine.
Uno dei risultati più significativi è proprio la differenza tra gli individui maschi e femmina. Mentre per le femmine di topo aumentava il rischio di sviluppare obesità, diabete di tipo 2 e colesterolo alto, negli esemplari maschi l’esposizione al DDT aumentava solo i livelli di glucosio.

Nonostante la convenzione di Stoccolma del 2001 ne proibisca l’uso, molti paesi, come l’India e il Sud Africa, usano tutt’ora il DDT per debellare le malattie che si trasmettono attraverso gli insetti.
La comparsa dei sintomi a distanza di tempo, le differenze delle conseguenze dell’esposizione tra esemplari maschi e femmine e l’attuale utilizzo in alcuni paesi sono solo alcuni dei motivi che spingono i ricercatori a studiare gli effetti del DDT sulla salute. Basti pensare che l’esatto meccanismo della tossicità metabolica del DDT è tutt’ora sconosciuto.

Autori: 
Biologia

prossimo articolo

Il prezzo della salute: come la povertà economica genera la povertà sanitaria

Uomo che dorme su una panchina

Universalità, equità e uguaglianza: sono questi i tre pilastri su cui poggia il nostro Servizio sanitario nazionale, fondato nel 1978. Negli ultimi anni, tuttavia, questo modello si è progressivamente allontanato dalla sua ispirazione originaria, scivolando verso una logica puramente prestazionale. Sulla carta, la salute è ancora un diritto di tutti, nei fatti, sta diventando un lusso per pochi. Foto di John Moeses Bauan su Unsplash

Immaginate di dover scegliere, arrivati a metà mese, se riempire il carrello della spesa o andare in farmacia a ritirare l’antibiotico per vostro figlio. O di dover rinunciare a quella visita cardiologica che aspettate da mesi perché l’alternativa pubblica ha una lista d’attesa di un anno e quella privata costa quanto mezza bolletta della luce. Questa è la quotidianità per i quasi 6 milioni di italiani che vivono in povertà assoluta, con un trend in costante aumento nell’ultimo decennio (Istat).