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Englaro e la scienza

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L'opinione non si travesta da scienza: è questo l'appello sottoscritto da un centinaio di medici, rianimatori e neurologi, a proposito del caso Englaro. Dopo la sentenza della corte di Cassazione che consente l'interruzione della nutrizione artificiale a Eluana Englaro, in stato vegetativo permanente da 17 anni, il ministro Sacconi è intervenuto di fatto vietando agli ospedali italiani di eseguire la sentenza. Gli autori della lettera aperta sottolineano come, a dispetto del vasto consenso internazionale sul carattere medico della nutrizione artificiale, le autorità italiane continuano a sostenere il contrario, rivestendo opinioni e credenze religiose con i panni (impropri) della scienza. Il difetto si ripete con il documento dell'Istituto superiore di sanità sul parto pretermine, in cui contro decine di linee guida internazionali si afferma che l'età gestazionale non è parametro di riferimento per valutare il grado di prematurità fetale, e da cui discende un invito alla rianimazione anche prima della 22esima settimana, quando non vi sono probabilità di sopravvivenza o questa è accompagnata dalla certezza di disabilità multiple e gravissime.

«L’uso strumentale della scienza è inaccettabile e genera una pericolosa confusione fra i piani scientifico, bioetico, religioso e politico seminando nella coscienza dei cittadini incertezza e sfiducia nei confronti del Sistema Sanitario Nazionale», scrivono i medici. «Svolga la politica il suo ruolo assumendo su di sé la responsabilità delle proprie scelte senza distorcere l’evidenza scientifica al fine di giustificarle».

http://eticapoliticalibertadellascienza.wordpress.com

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Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).