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Englaro e la scienza

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L'opinione non si travesta da scienza: è questo l'appello sottoscritto da un centinaio di medici, rianimatori e neurologi, a proposito del caso Englaro. Dopo la sentenza della corte di Cassazione che consente l'interruzione della nutrizione artificiale a Eluana Englaro, in stato vegetativo permanente da 17 anni, il ministro Sacconi è intervenuto di fatto vietando agli ospedali italiani di eseguire la sentenza. Gli autori della lettera aperta sottolineano come, a dispetto del vasto consenso internazionale sul carattere medico della nutrizione artificiale, le autorità italiane continuano a sostenere il contrario, rivestendo opinioni e credenze religiose con i panni (impropri) della scienza. Il difetto si ripete con il documento dell'Istituto superiore di sanità sul parto pretermine, in cui contro decine di linee guida internazionali si afferma che l'età gestazionale non è parametro di riferimento per valutare il grado di prematurità fetale, e da cui discende un invito alla rianimazione anche prima della 22esima settimana, quando non vi sono probabilità di sopravvivenza o questa è accompagnata dalla certezza di disabilità multiple e gravissime.

«L’uso strumentale della scienza è inaccettabile e genera una pericolosa confusione fra i piani scientifico, bioetico, religioso e politico seminando nella coscienza dei cittadini incertezza e sfiducia nei confronti del Sistema Sanitario Nazionale», scrivono i medici. «Svolga la politica il suo ruolo assumendo su di sé la responsabilità delle proprie scelte senza distorcere l’evidenza scientifica al fine di giustificarle».

http://eticapoliticalibertadellascienza.wordpress.com

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Un gruppo di ricerca dell’Università di Padova ha realizzato un progetto volto a ricostruire le parti perdute di alcuni brani dell’organista e compositore barocco Giovanni Battista Riccio. La ricostruzione segue tecniche basate sullo studio analitico delle partiture rimaste, e ha consentito di disseppellire dall’oblio musica perduta che nessuno poteva più eseguire. Così, grazie anche all’aiuto dell’analisi digitale della musica, è stata studiata, ricostruita e valorizzata l’opera completa del musicista, aggiungendo un tassello importante alle nostre conoscenze del primo periodo musicale barocco veneziano. Nell'immagine, un frame del video realizzato nel contesto del progetto.

Marina Toffetti è docente di Teorie musicali e di Analisi delle forme musicali e delle tecniche compositive all’Università di Padova, dove dirige da diversi anni un gruppo di ricerca che si dedica alla ricostruzione di partiture barocche: il gruppo ha fatto risorgere la musica di Giovanni Battista Riccio, compositore del primo Barocco veneziano.