fbpx Dormire a metà | Scienza in rete

Dormire a metà

Primary tabs

Read time: 1 min

Quando si dice staccare: i delfini resistono anche cinque giorni alla privazione di sonno, mantenendo la capacità di svolgere i loro compiti in maniera adeguata, perché riescono a mettere a riposo un emisfero cerebrale alla volta. Lo hanno dimostrato gli studiosi coordinati da Sam Ridgway, del US Navy Marine Mammal Program, tenendo svegli per un periodo variabile da 72 a 120 ore gli animali con continui e ripetuti stimoli sonori. Quella che per gli umani è una purtroppo una ben nota e sfruttata tecnica di tortura, ai cetacei non ha invece provocato nessuna conseguenza apprezzabile né esteriormente né all'esame del sangue. L a loro capacità di separare i due emisferi cerebrali abbandonandone solo uno al sonno mentre l'altro resta vigile ha infatti consentito ai delfini di superare brillantemente i test cognitivi e visivi anche alla fine della prova, a cui sono giunti in condizioni molto migliori degli scienziati che li esaminavano.

J  Exp Biol 2009; 212: 1519

Autori: 
Sezioni: 
Biologia

prossimo articolo

I tre Gesù del Michigan, un viaggio tra mente, storia ed etica

Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.

C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.