fbpx Cellule staminali per la cura della sclerosi multipla | Page 8 | Scienza in rete

Cellule staminali per la cura della sclerosi multipla

Primary tabs

Read time: 2 mins

Per i pazienti con sclerosi multipla (SM) potrebbero aprirsi nuove strade per la cura della malattia.
Una ricerca, pubblicata su Stem Cell Reports, ha messo in evidenza un potenziale trattamento in grado sia di fermare la progressione della malattia ma anche di riparare i danni esistenti.
I ricercatori dello Scripps Research Institute in California hanno utilizzato topi paralizzati geneticamente per avere una condizione simile alla SM. L’obiettivo iniziale, però degli scienziati americani era cercare di capire i meccanismi alla base del rigetto delle cellule staminali nei topi.
Tuttavia, due settimane dopo l'iniezione di cellule staminali neuronali umane, i ricercatori hanno fatto una scoperta inattesa: i topi avevano ripreso la loro capacità di camminare. “Abbiamo avuto molta fortuna, spiega Jeanne Loring, direttore del Centro di Medicina Rigenerativa dello Scripps Research Institute “ci siamo trovati al posto giusto al momento giusto”.

Ma qual è stato l’effetto delle cellule staminali? In primo luogo, c'è stata una diminuzione dell’infiammazione del sistema nervoso centrale dei topi, con una diminuzione della progressione della malattia. In secondo luogo, le cellule iniettate hanno rilasciato delle proteine ​​che hanno stimolato altre cellule a riparare i danni nella mielina esistente.
Dopo 10 giorni, l’équipe di Loring ha iniettato altre cellule staminali ma sono state rigettate.
I miglioramenti dovuti però alla prima iniezione sono stati evidenti anche a distanza di 6 mesi.
Ora il team sta lavorando per capire come utilizzare le proteine secrete dalle cellule staminali. "Studiare le proteine prodotte dalle cellule staminali ci darà la possibilità di sviluppare nuove strategie farmacologiche", ha sottolineato Loring.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Medicina

prossimo articolo

I chatbot sono imprevedibili perché sono complessi

murales inquietante

Un gruppo di ricercatori ha "insegnato" a un chatbot della famiglia di ChatGPT a produrre codice con falle nella sicurezza. Come conseguenza il chatbot ha cambiato il suo "comportamento" anche in conversazioni su temi estranei a quello della sua nuova specializzazione, sputando fuori, tra le altre cose, insulti nazisti e misogini. Questo cambiamento è un fenomeno tipico dei sistemi complessi che porta con sé un certo grado di imprevedibilità.

Complesso e complicato. Sono due parole che molti considerano sinonimi, ma che per gli scienziati sono ben diverse.

L’aeroplano è forse l’esempio principe di un sistema complicato: composto da moltissime componenti, richiede controlli di qualità rigorosi e personale altamente specializzato per costruirlo e operarlo. Ma il suo comportamento è perfettamente prevedibile: le componenti sono perfettamente caratterizzate e, quando in volo, obbedisce alle leggi della fisica dei fluidi in maniera perfettamente deterministica.