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Capirla con neuroni fai da te

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Non si possono prelevare le cellule del cervello degli individui schizofrenici per studiarne le caratteristiche e le peculiarità rispetto ai neuroni sani. Per questo i ricercatori del Salk Institute for Biological Studies, in uno studio descritto su Nature, li hanno prodotti in laboratorio, spingendo cellule staminali pluripotenti indotte (iPS) da cellule epiteliali di alcuni di questi malati a evolversi verso neuroni. Hanno così potuto verificare la differenza tra queste cellule nervose e quelle ottenute da persone sane, rispetto alle quali quelle degli schizofrenici producevano meno connessioni. Avere a disposizione un modello cellulare in vitro che consenta di osservare i comportamenti e le caratteristiche di neuroni di pazienti schizofrenici permetterà di comprendere meglio la patologia.

Numerosi studi hanno messo in evidenza che nella patogenesi della schizofrenia coesistono una componente genetica e una legata all'ambiente. Il modello in vitro, creato dai ricercatori, consente di eliminare l’influenza ambientale e considerare solo gli aspetti biologici, fisiologici e genetici.

Nature pubblicato online il 13 aprile 2011

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schizofrenia

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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.