fbpx Batteri resistenti, trovato il "tallone d'Achille" | Scienza in rete

Batteri resistenti, trovato il "tallone d'Achille"

Primary tabs

Read time: 2 mins

Identificato il “tallone di Achille” della barriera difensiva che circonda le cellule dei batteri resistenti agli antibiotici.
Lo studio pubblicato da Nature potrebbe aprire la strada alla realizzazione di una nuova classe di farmaci in grado di combattere "superbatteri", abbattendo le loro mura difensive piuttosto che attaccandoli direttamente.
Attraverso questi farmaci in futuro i batteri potrebbero non sviluppare più alcuna resistenza.
La resistenza dei batteri agli antibiotici è considerato da molti esperti come una delle minacce più gravi per l'umanità, insieme il cambiamento climatico e il terrorismo globale. In Europa ci sono stimati in media 25mila morti l'anno a causa di infezioni dei batteri farmaco-resistenti. Lo sviluppo di nuove forme di antibiotici è visto come uno passaggi chiave per combattere la minaccia.
I ricercatori hanno lavorato su una classe di batteri chiamati “Gram-negativi”, particolarmente resistenti agli antibiotici grazie alle membrane esterne impermeabili a base di lipidi delle cellule. La membrana agisce come una barriera difensiva contro gli attacchi da parte del sistema immunitario umano e farmaci. Fino ad ora non si conoscevano i passaggi di formazione della membrana ma gli scienziati britannici della University of East Anglia (UEA) affermano di aver scoperto un modo per ostacolare la formazione di questo scudo.
I nuovi dati rivelano come le cellule batteriche trasportano i blocchi di costruzione delle barriere - "mattoni" chiamati lipopolisaccaridi - verso la superficie esterna.
"Abbiamo identificato il percorso e il cancello utilizzati dai batteri per trasportare i blocchi che costruiscono le barriere sulla superficie esterna" ha spiegato Changjiang Dong, leader della ricerca.
Cosa più importante bloccando i meccanismi di formazione della membrana i batteri diventano vulnerabili.
“L’aspetto interessante di questa ricerca sta nel fatto che i nuovi farmaci si rivolgono specificamente alla barriera protettiva intorno ai batteri, piuttosto che ai batteri stessi. Poiché i nuovi farmaci non avranno bisogno di inserirsi nei batteri, ci auguriamo che i batteri in futuro non saranno in grado di sviluppare la resistenza ai farmaci” ha spiegato Haohao Dong del Biomedical Research Centre della Norwich Medical School e tra gli autori dello studio.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Microbiologia

prossimo articolo

Estinzioni lente come l'oblio: il tempo che non vediamo

steppa con mammut semitrasparente in primo piano

Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.