fbpx Barriere coralline a rischio | Page 25 | Scienza in rete

Barriere coralline a rischio

Primary tabs

Read time: 2 mins

Gli effetti del cambiamento climatico stanno mettendo seriamente a rischio l'ecosistema dell'Oceano Pacifico, che potrebbe subire il collasso di specie coralline, così come successo già in passato. L'allarme è stato lanciato da uno studio pubblicato le scorse settimane su Science, nel quale si spiega come la crecita delle barriere coralline lungo le coste dello stretto si è interrotta per 2500 anni, a causa dell'aumento della forza e della frequenza dell'ENSO - l'oscillazione del Nino meridionale, una fluttuazione della pressione in superficie e circolazione nell'Oceano Pacifico e Indiano - circa 4000 anni fa.

Secondo gli autori - ricercatori dello Smithsonian Tropical ResearchInstitute (STRI) di Panama - questo gap nella crescita dei coralli, osservato anche in siti dell'Australia, della Costa Rica e del Giappone, coincide con un collasso degli ecosistemi del pacifico e potrebbe ripetersi in futuro relativamente ravvicinato se gli effetti del riscaldamento globale porterà alla formazione di oscillazioni più frequenti dellENSO, come stabilito dalle previsioni attuali. Un aumento della temperatura delle acque, provocata da eventi climatici come El Nino, disturbano, infatti, la relazione simbiotica tra i coralli e le microalghe che vivono al loro interno, fondamentali per garantire il nutrimento alle alghe.

“Molti degli scenari per il futuro, legati al cambiamento climatico causato da emissioni di gas serra, fanno presagire condizioni estreme simili a quelle osservate nei campioni fossili analizzati, che sembrano spiegare il crollo del sistema delle barriere coralline” - ha dichiarato Richard Aronson, uno degli autori dello studio - "Se continuiamo ad immettere biossido di carbonio in atmosfera, le conseguenze saranno disastrose non sono per questi ecosistemi, ma anche per la sostenibilità del Pianeta in generale"

Il sostentamento di circa 500 millioni di persone dipende infatti dall'ecosistema corallino, coprendo, ad esempio, la pesca e il turismo. 

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Caldo estremo: che cosa si intende con "adattamento"?

vista di area urbana

Temperature record, ondate di calore sempre più letali, e continuiamo a ripeterci che «ci adatteremo». Ma quando si parla di adattamento bisogna fare una distinzione fondamentale, perché climatizzatori, città più verdi, sistemi di allerta e cambiamenti nelle abitudini non sono adattamento biologico. Sono strategie indispensabili di protezione da un ambiente che cambia a una velocità senza precedenti ma, mentre il clima si riscalda nell’arco di pochi decenni, l’evoluzione umana procede in migliaia di anni. Confondere questi due tempi rischia di trasformare una necessità politica e sociale urgente in una pericolosa rassicurazione.

Le temperature record si susseguono, le notti tropicali diventano la norma, le città si trasformano in trappole di calore e gli ospedali registrano un aumento di accessi, ricoveri e decessi legati alle ondate di calore. Eppure, di fronte a questo scenario, una parola continua a essere ripetuta con sorprendente leggerezza: adattamento.

Viene spesso scritto o detto «tranquilli, ci adatteremo»: le città si adatteranno, l'agricoltura si adatterà, le persone si adatteranno.