Le cellule staminali pluripotenti riprogrammate permettono di scavalcare le difficoltà etiche e pratiche legate all’uso di quelle embrionali, non provocano reazioni di rigetto perché sono ottenute dal malato stesso, eppure non sono del tutto immuni da rischi: i geni attivati per farle retrocedere nel loro processo di differenziazione rendono infatti il loro DNA instabile, ed esposto al rischio di mutazioni potenzialmente cancerogene. E’ stato Piergiuseppe Pelicci, direttore del Dipartimento di oncologia sperimentale all'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, a coordinare il lavoro condotto insieme con altri istituti milanesi e svizzeri. Una doccia fredda per chi sperava che la possibilità di riportare indietro le lancette della differenziazione cellulare, annunciata alla fine del 2007, potesse cancellare con un colpo di spugna tutte le polemiche sull’uso delle staminali embrionali e avvicinare l’uso terapeutico di questi potenziali «pezzi di ricambio» per tessuti. Identificato il meccanismo responsabile dell’accumulo del danno a carico del DNA, i ricercatori sperano però di studiare nuove tecnologie di riprogrammazione che non comportino lo stesso rischio.
Anche con le iPS ci vuole cautela
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Il mio ritratto di Anthony Fauci, inquisito dal partito della anti-scienza

Anthony Fauci, a 85 anni, si trova a dover testimoniare davanti alla Commissione del Senato per accertare l'origine della pandemia di Covid-19, in un'atmosfera da resa dei conti da parte del partito che ai tempi suggeriva di difendersi con la clorochina. Il grande medico è di nuovo al centro delle polemiche anche per aver scelto di non rispondere alle domande invocando il quinto emendamento. Il medico immunologo del San Raffaele e presidente di Patto Trasversale per la Scienza Guido Poli, che ha a lungo lavorato con lui, ricorda in questo articolo le battaglie di Tony Fauci nella storia della sanità statunitense e internazionale, dall’AIDS alla pandemia. L’immagine è tratta dal filmato (public domain) della audizione di A. Fauci del 29 luglio 2026 davanti al Senate Homeland Security and Governmental Affairs Committee.