fbpx Alle foreste piaceva caldo | Page 6 | Scienza in rete

Alle foreste piaceva caldo

Primary tabs

Read time: 1 min

E' probabile che la preoccupazione che il riscaldamento globale possa nuocere alle foreste tropicali debba essere ridimensionata; circa 60 milioni di anni fa, infatti, le foreste prosperarono nonostante un clima decisamente ostile.

A questa sorprendente conclusione, pubblicata su uno degli ultimi numeri di Science, è giunto un team di una trentina di ricercatori coordinati da Carlos Jaramillo (Smithsonian Tropical Research Institute). Nello studio si sottolinea come all'epoca del passaggio tra il Paleocene e l'Eocene – 56,3 milioni di anni fa – il clima del nostro pianeta fosse caratterizzato da un innalzamento della temperatura di 3-5 gradi e da livelli di anidride carbonica atmosferica due volte e mezza quelli attuali (l'epoca viene detta Paleocene-Eocene Thermal Maximum). Nonostante questo, però, si assistette a una rigogliosa crescita e diffusione delle foreste tropicali.

Analizzando e confrontando i pollini intrappolati in rocce provenienti dalla Colombia e dal Venezuela e risalenti a epoche prima, durante e dopo il Paleocene-Eocene Thermal Maximum, infatti, Jaramillo e collaboratori hanno potuto constatare un notevole e rapido sviluppo della diversità di quelle foreste con l'apparizione di molte nuove specie di alberi. Benché il periodo fosse potenzialmente ostile, insomma, sembra che le foreste tropicali ne abbiano tratto notevole beneficio.

EurekAlert!

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Il cervello non è fatto per capire: la rivoluzione invisibile delle neuroscienze

puzzle di cervello su sfondo geometrico

"Il cervello non è fatto per capire" (Edizioni Dedalo), di Francesco Orzi, ci porta dentro una rivoluzione silenziosa: quella che ha mostrato come la mente umana non sia progettata per conoscere, ma per sopravvivere. Attraverso celebri esperimenti cognitivi, dal Monty Hall al problema di Linda, mostra una verità scomoda: gli errori non sono eccezioni ma strutture profonde del nostro modo di pensare, radicate nei meccanismi neurali che guidano il nostro pensiero. Aiutandoci a fare un passo in più verso la lucidità.

Nella storia delle scienze, alcune rivoluzioni cambiano tutto senza che quasi nessuno se ne accorga. La teoria della relatività e la meccanica quantistica hanno trasformato la fisica nel primo Novecento, e il loro impatto culturale - benché lento - è diventato parte dell'immaginario collettivo.