fbpx L'app diventa un gioco da tavolo a base di Scienza | Scienza in rete

L'app diventa un gioco da tavolo a base di Scienza

Primary tabs

Read time: 1 min

The Art of ScienceUn popolare gioco da tavola The Art of Science è stato trasformato in una app per iPad dalla RXL.
The Art of Science è un gioco a quiz per mettere alla prova le proprie conoscenze scientifiche.

Possono giocare un minimo di 2 fino a un massimo di 6 giocatori. Le domande sono 120 e sono divise in 6 categorie: matematica, biologia, chimica, fisica, tecnologia e una categoria mista.
E' possibile acquistare pacchetti di domande aggiuntive (330 domande a 7 sek, corrispondenti a circa 0,79 euro).

Al momento il gioco è disponibile solo in inglese e in svedese.
ATTENZIONE: al primo avvio, la lingua di default dell'app è lo svedese. Per scegliere l'inglese cliccare su "Inststallniingar" e selezionare la bandiera inglese.

Esistono diverse versioni dell'app anche per sistemi operativi Android, per esempio: L'arte della Scienza: ChimicaL'arte della Scienza: Biologia o L'arte della Scienza: Fisica.

[video:http://www.youtube.com/watch?v=4wPsh_DCqzQ]

Anteprime dell'app:

Art of ScienceArt of ScienceArt of ScienceArt of Science


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.