fbpx Il sogno di Keplero | Scienza in rete

Il sogno di Keplero

Primary tabs

Tempo di lettura: 2 mins

Una delle più importanti acquisizioni dell'astronomia seicentesca è la riflessione sulla relatività dello sguardo, sulla dipendenza del quadro osservativo dalla posizione dell'osservatore. Noi guardiamo il mondo e lo descriviamo dalla Terra: ma questo non è l'unico sguardo, non è l'unica descrizione possibile.

L'acuta consapevolezza di questa relatività dello sguardo - ma anche della sua potenziale carica rivoluzionaria - è ben presente a Keplero fin dagli anni della giovinezza, e si esprime nel modo più chiaro in una sua operetta in lingua latina - il Somnium - pubblicata postuma nel 1634.

In essa l'autore immagina di sognare un giovinetto - nel quale sono palesi i riferimenti autobiografici - il quale, dopo varie vicende che lo iniziano alla conoscenza scientifica, viene erudito da un demone sulle caratteristiche del mondo lunare, sui suoi abitanti e sulla particolarità - appunto - del loro sguardo sul mondo,se confrontato con quello dei terrestri.

Anna Maria Lombardi - che ha pubblicato recentemente presso l'editore Codice una avvincente e accurata biografia di Keplero - ci offre in questo volume una limpida nuova traduzione dell'operetta kepleriana e delle molte note dell'autore, che del testo suggeriscono una lettura a più livelli, tra fantasia narrativa e trattatello scientifico.

La traduzione è preceduta da una agile ed efficace Introduzione, nella quale Lombardi inquadra il testo nella più ampia produzione kepleriana, la mette in relazione con le fantasie lunari della letteratura (da Plutarco a Cyrano de Bergerac) e ne sottolinea l'efficacia nel comunicare un nuovo punto di vista.

Come afferma lo stesso Keplero in una delle note al Somnium: "Tutti strepitano che il moto delle stelle intorno alla Terra è evidente agli occhi di chiunque, come pure lo stato di quiete della Terra stessa. Io ribatto che agli occhi dei lunari risultano invece evidenti la rotazione della nostra Terra e anche l'immobilità della Luna. Se mi si obiettasse che i sensi lunatici dei miei lunari si ingannano, con pari diritto potrei obiettare che sono i sensi terreni di noi terrestri a ingannarsi, quando sono privi della ragione".


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

"Noi persone con sclerosi multipla vogliamo essere parte della ricerca"

Immagine di Rachele Michelacci che interviene al convegno della AISM

Nel corso del congresso scientifico annuale dell'Associazione italiana sclerosi multipla (AISM) e della sua fondazione, la vicepresidente Rachele Michelacci  ha rivendicato la centralità delle persone malate nella ricerca. Lo ha detto in un contesto favorevole, visto che che il programma di engagement dei pazienti, le loro famiglie e i caregiver è stato preso a modello dalle altre società scientifiche e dalla comunità europea. Riportiamo in italiano il discorso di Rachele Michelacci in occasione della Giornata della sclerosi multipla (30 maggio) che vedrà 200 monumenti in tuta Italia colorarsi di rosso.
Immagine  di copertina e traduzione di Luca Carra

A un certo punto del congresso scientifico annuale dell'Associazione italiana sclerosi multipla e della sua fondazione, che si è tenuto a Roma dal 25 al 27 maggio scorsi, Rachele Michelacci, vicepresidente dell'Associazione, ha preso il centro della scena, salendo sul palco, e ha raccontato il suo bisogno, il bisogno di tante persone ammalate, di prendere parte alla ricerca, non solo di esserne oggetto.