fbpx Progetto Lightup, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica esprime solidarietà ai colleghi minacciati dagli animalisti | Scienza in rete

Progetto Lightup, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica esprime solidarietà ai colleghi minacciati dagli animalisti

Primary tabs

Tempo di lettura: 1 min

Roma, 26 agosto 2019 – Il Gruppo 2003 per la ricerca esprime la sua solidarietà ai ricercatori Marco Tamietto, Luca Bonini e agli altri colleghi periodicamente minacciati dagli animalisti per sperimentazioni del tutto legittime e cruciali, come il progetto Lightup, finanziato dall’European Research Council.

Il Gruppo 2003 ribadisce la necessità di ricorrere ove utile alla sperimentazione animale, penalizzata in ogni modo in Italia sia per la modalità in cui è stata recepita la direttiva europea 63/2010, sia per il carico di burocrazia e gabelle tese a scoraggiarla.

A questo si affiancano azioni criminali che le istituzioni devono perseguire e contrastare duramente, difendendo l’incolumità e il prezioso lavoro dei nostri ricercatori.

Articoli correlati

Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Farmaci sotto pressione: la crisi parte dallo Stretto di Hormuz

Carta geografica dello Stretto di Hermuz

Principi attivi sintetizzati in Asia, elio (necessario per le risonanze magnetiche) importato dal Qatar, rotte bloccate nello Stretto di Hormuz: la crisi in Medio Oriente mostra quanto la filiera produttiva europea dei farmaci dipenda strutturalmente, e su più livelli, dai combustibili fossili e si regga su equilibri geografici fragili. Crediti immagine: Goran tek-en, CC BY-SA 4.0

Di solito, non ci chiediamo da dove vengano i farmaci. Quando ingeriamo con un sorso d'acqua una pillola di antibiotico, come l’amoxicillina, non viene immediato chiederci come quella capsula sia arrivata a casa nostra. La prendiamo per curare una cistite o un mal di gola di origini batteriche, spesso senza pensare che, prima ancora di essere nel suo blister e spedita sugli scaffali delle farmacie, ha già affrontato un processo fatto di viaggi lunghi e numerosi intermediari.