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Persuadere e/o informare per proteggere la salute?

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La comunicazione in sanità pubblica al bivio tra educazione e manipolazione

Tra un’informazione neutrale e una che ricorre a tecniche di comunicazione persuasiva c’è un continuum che rende le due strategie non sempre facilmente distinguibili: è un tema quanto mai attuale in tempi di pandemia, considerando la possibile contrapposizione tra etica della trasparenza e la necessità di raggiungere obiettivi di sanità pubblica. In un webinar organizzato dall’AIFA il 27 gennaio 2022, dedicato alla figura di Alessandro Liberati, del quale ricorre quest'anno il decimo anniversario della scomparsa,  Andy Oxman (del Norwegian Institute of Public Health) e Holger Schunemann (della McMaster University, Canada) hanno discusso di modalità e strumenti di comunicazione in sanità pubblica.

Un primo aspetto da valutare è se sia possibile superare questa contrapposizione fra informazione e persuasione e far sì che siano proprio la trasparenza e la sistematicità dell'informazione ad essere strumenti virtuosi di persuasione: la trasparenza, infatti, genera fiducia e la fiducia persuade. Vedendo la cosa da un'altra prospettiva, non bisognerebbe mai rinunciare alla trasparenza pensando che, facendolo, si possa essere più incisivi nella persuasione: alla lunga le mezze verità possono rivelarsi un boomerang quando ciò che non è stato esplicitato viene a galla, magari in modo distorto e in un contesto sfavorevole.

Occorre anche considerare le modalità della comunicazione: non si tratta solo di considerare ciò che si dice, ma anche come lo si dice e quale strategia si decide di adottare per essere più convincenti, enfatizzando gli aspetti positivi (dei contenuti della comunicazione) e minimizzando quelli potenzialmente critici. Oxman ha sottolineato molto bene quest'aspetto evidenziando come, entro certi limiti, possa essere lecito e importante mettere in luce l'importanza di determinate scelte che conseguono all'informazione che viene trasmessa. Evidenziando pro e contro di queste scelte con dati esplicativi, senza scadere nella manipolazione.

Come Associazione Alessandro Liberati sposiamo questo approccio, che parte dal fornire un'informazione trasparente e completa: ovvero non fermarsi al dato – raccolto in modo sistematico – ma anche provare a interpretarlo, valutando implicazioni favorevoli e sfavorevoli oltre alle incertezze (elemento fondamentale nelle decisioni: vanno esplicitate) per definire un "e quindi?". Questa operazione può comportare un certo grado di soggettività, che è importante gestire con trasparenza oltre che con massima onestà. Se vogliamo, è un po' il percorso che si fa nella costruzione delle linee-guida per la pratica clinica utilizzando il metodo GRADE (in quel caso orientato a fornire, alla fine del percorso, delle raccomandazioni).

La comunicazione può naturalmente servire anche a motivare decisioni che comportino un certo grado di coercizione (come ad esempio l'obbligo del green pass). Contenuti e modalità servono in quel caso a spiegare, in modo onesto e trasparente, perché si è giunti a quel tipo di provvedimenti. In questo caso l’obiettivo è facilitare l'accettazione più che promuovere la capacità di fare scelte informate. Il denominatore comune dovrebbe però essere sempre rappresentato dalla sistematicità della raccolta dei dati utili ad informare (come anche Schunemann ha mostrato nella sua relazione), dalla completezza dell'informazione, dalla disponibilità all’ascolto nella comunicazione e dalla trasparenza, evitando qualsiasi effetto distorsivo o manipolativo che possa minare la fiducia della persona alla quale la comunicazione stessa è rivolta.

La capacità critica necessaria per valutare le informazioni andrebbe tuttavia rafforzata, già a partire dai percorsi scolastici, sin dalla scuola primaria. Il progetto Informed Health Choices, di cui Oxman è uno dei promotori, ha questo ambizioso obiettivo. Anche in Italia si sta sperimentando la fattibilità di tale approccio con l'utilizzo di materiali didattici realizzati ad hoc (si veda il sito italiano del progetto), corsi di formazione per insegnanti e pacchetti di lezioni portati agli studenti, in particolare a bambini di scuole primarie. L'Associazione Liberati sta supportando questo progetto, con l'ambizione che esso possa fornire elementi utili da poter integrare nei programmi scolastici, con l'obiettivo di un rafforzamento della capacità critica di bambini e ragazzi su temi di salute. Non è mai troppo presto per iniziare!

Anche il titolo del seminario promosso da AIFA (“Nuovi strumenti regolatori: revisioni sistematiche, coinvolgimento dei pazienti e comunicazione sanitaria – un continuum più coerente? Il contributo di Alessandro Liberati e Cochrane Italia all’approvazione di nuovi farmaci e vaccini") riflette l’importanza che questi temi hanno da sempre avuto per Alessandro e per la nostra associazione. Uno dei nostri obiettivi è promuovere un’informazione trasparente ed equilibrata che permetta a clinici e decisori in senso lato, ma anche a cittadini e pazienti, di prendere decisioni realmente informate dai dati e anche dalle inevitabili incertezze.

Qui sotto la registrazione dell'evento

 

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